Un tribunale USA ha condannato Greenpeace a pagare 345 milioni di dollari alla società che gestisce il Dakota Access Pipeline.
Non è solo una causa legale. È una domanda politica:
le aziende useranno i tribunali per difendersi… o per scoraggiare il dissenso?
In un’epoca di crisi climatica, il confine tra protesta, attivismo e potere economico diventa sempre più sottile.




