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e per tutti quelli che pensano che questo account sia privo di contenuto: PasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasoliniPasolini (cit)
questa situazionerichiede
un'azionefutile
estupida
bisogna solostabilire quale

La diffamazione anti-ucraina a Bologna nasce a San Pietroburgo

Riprendiamo parola dopo la violenta campagna d'odio montata a seguito dell'annuncio della proiezione bolognese di "Antiauthoritarian at War" e che sembra originare da un singolo canale Telegram apparentemente manvorato dall'estero.

https://antiauth.space/it/2026/04/07/la-diffamazione-anti-ucraina-a-bologna-nasce-a-san-pietroburgo/

#AntiauthoritariansAtWar #Labas #SolidarityCollectives

C'è un

Scarabocchio dalla prima de @ilmanifesto, oggi in edicola.

@filobus non li ho sottomano ma sono usciti interventi interessanti su SiSSCo

Sweden goes back to basics, swapping screens for books in the classroom

"the decision to reinvest in physical textbooks and reduce the emphasis on digital devices was prompted by several factors, including questions around whether the digitalization of classrooms had been evidence-based. There was also a broader cultural reassessment. Sweden had positioned itself as a frontrunner in digital education, but over time concerns emerged about screen time, distraction, reduced deep reading, and the erosion of foundational skills such as sustained attention and handwriting.”"

https://undark.org/2026/04/01/sweden-schools-books/

Why Swedish Schools Are Bringing Back Books

Amid declining test scores, the country has pivoted away from screens and invested in back-to-basics school materials.

Undark Magazine

@GustavinoBevilacqua @crepito @lorcon @bbacc @d10c4n3 scusate mi reintrometto ma l'esempio di questa città irlandesd a me sembra interessante https://www.ilpost.it/2026/03/26/no-telefoni-irlanda-greystone/

Non si tratta di un divieto ma di un lavoro di educazione collettiva, un po' come i patti digitali. Concordo con quanto dite sulla stretta a monte, come un controllo sulla costruzione stessa dei social commerciali, per cui come dice lorcon alla fine il rischio non è legato solo a figli di famiglie disfunzionali di varia natura e reddito. Ma anche con forme come questa si può intervenire e ragionare su cosa siano questi strumenti e quale sia il loro impatto

La città irlandese dove i bambini stanno crescendo senza smartphone

Da tre anni a Greystones c'è un invito generale a evitarlo prima dei 13 anni, e tutti si impegnano a partecipare

Il Post
@prex no, anche perché mi sono un po' demotivato ma se mi dici che ci sono tutorial su yt provo a darcibuno sguardo
Fighting knights, fighting horses. ‘the Rochester Bestiary’, England 13th century. British Library, Royal 12 F XIII, fol. 42v.
#medieval #MedievalArt
@crepito parto dalla fine: proprio perché la questione smartphone è anche sociale il divieto, se dovieto deve essere, deve partire dallo strumento più che dalle app per essere efficace. Altrimenti è sempre aggirabile, poi sarebbe utile prevedere anche una forma di educazione collettiva, di tutte le fasce di età, sull'utilizzo di strumenti o della rete. In Irlanda l'esperimento pare funzioni e coinvolge il 70% delle famiglie ma bar e supermercati si sono resi disponibili a sostenere la situazione come possono. Insomma non è solo o tanto una questione di vietarlo quanto di un'educazione collettiva e di attenzione collettiva ai più fragili
@oKolobos @jones @thatgiga il cui capoluogo di regione è Null Aosta