Tre giorni dopo, all’1:30 del mattino, gli abitanti dell’avamposto situato sulla collina sopra la comunità hanno puntato un potente riflettore e un raggio laser verso le baracche di lamiera.
Il 6 maggio, «coloni, alcuni in uniforme dell’IDF e altri a volto coperto», come ha scritto uno dei volontari, sono scesi lungo la strada sterrata a bordo di quad e hanno informato gli adolescenti che la percorrevano che d’ora in poi sarebbe stata chiusa per loro.
Questa è l’unica strada di accesso alla comunità, poiché i coloni e le loro tattiche violente hanno impedito ai membri della comunità di muoversi liberamente nella zona come facevano un tempo.
Il 19 maggio all’1:30 del mattino, 6 giovani ebrei si sono seduti vicino al complesso di Kaabneh e hanno gridato imprecazioni e minacce per circa 20 minuti.