Il Fatto Quotidiano: “Sono arrivato a odiare il ciclismo, mi sentivo depresso. Non riuscivo a uscire da quel circolo vizioso”: il racconto di Dumoulin

“Sentivo di piegarmi continuamente alle esigenze degli altri. Sponsor, tifosi, squadra, tecnici. Tutti avevano un’idea precisa di ciò che dovevo fare. Ma nessuno mi chiedeva: ‘Tom, come stai?‘”. Un Giro d’Italia nel suo palmares, più varie altre tappe vinte nei Grandi Giri, ma nella carriera di Tom Dumoulin non è stato tutto rose e fiori, anzi. A raccontarlo è stato lo stesso ex ciclista olandese nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport. “Era estenuante. Ho iniziato a sentirmi depresso. Sono arrivato persino a odiare il ciclismo. A odiare la bicicletta”, ha rivelato Dumoulin, che oggi è analista televisivo per la Nos, una tv olandese che segue anche il Giro d’Italia.
Dumoulin si è infatti ritirato a 32 anni, quando ancora da un punto di vista fisico avrebbe potuto dare qualcosa al ciclismo: “Ricordo che il giorno dopo il ritiro continuavo a farmi domande: cosa devo fare oggi? Cosa devo mangiare? Quale allenamento mi aspetta? Non riuscivo a uscire da quel circolo vizioso. Per anni la mia vita era stata soltanto ciclismo. Dopo il ritiro mi sono sentito liberato“.
Dopo aver smesso di correre, Dumoulin ha riscoperto una parte del ciclismo non assaporata durante la sua carriera: “Ho ricominciato anche ad andare in bici per allenamento e divertimento. E ho scoperto anche la corsa: ho partecipato a diverse maratone. Inoltre, dall’anno prossimo sarò il direttore dell’Amstel Gold Race. Insomma, sto facendo tutto ciò che da ciclista non avrei mai fatto. È il momento di divertirmi e decidere finalmente da solo cosa fare”.
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I’ve come to hate cycling, I felt depressed. I couldn’t get out of that vicious cycle: Dumoulin’s story.

I felt like I was constantly bending to the needs of others. Sponsors, fans, the team, coaches. Everyone had a precise idea of what I should be doing. But no one asked me: ‘Tom, how are you?’ A Giro d’Italia in his palmarès, plus various other stages won in the Grand Tours, but in Tom Dumoulin’s career it wasn’t all sunshine and roses, quite the opposite. This is what the former Dutch cyclist himself told La Gazzetta dello Sport in an interview. “It was exhausting. I started to feel depressed. I even came to hate cycling. To hate the bicycle.” Dumoulin, who today is a television analyst for Nos, a Dutch TV channel that also follows the Giro d’Italia, revealed this.

Dumoulin retired at 32, when he still could have given something to cycling from a physical standpoint: “I remember that the day after my retirement I kept asking myself: what do I have to do today? What do I have to eat? What training awaits me? I couldn’t get out of that vicious circle. For years my life had been nothing but cycling. After my retirement I felt liberated.”

After stopping racing, Dumoulin rediscovered a part of cycling that he hadn’t savored during his career: “I also started riding my bike again for training and fun. And I discovered running: I participated in several marathons. Furthermore, starting next year I will be the director of the Amstel Gold Race. Basically, I’m doing everything that as a cyclist I would never have done. It’s time to have fun and finally decide alone what to do.”

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“Sono arrivato a odiare il ciclismo, mi sentivo depresso. Non riuscivo a uscire da quel circolo…

L'ex atleta olandese si è ritirato a 32 anni e oggi è analista televisivo per la Nos, una tv olandese che segue anche il Giro d'Italia

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