Il suo nome è quasi sconosciuto al grande pubblico, eppure senza di lui il 20 luglio 1969 non sarebbe mai arrivato. Era lui che, dalla sala di controllo del lancio di Cape Kennedy, aveva l'ultima parola su ogni "go" pronunciato prima di accendere i motori del Saturn V. Si chiamava Rocco Petrone ed era il direttore delle operazioni di lancio.

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@astronomia

Rocco nasce il 31 marzo 1926 ad Amsterdam, New York, in una famiglia di immigrati lucani. Il padre Antonio ha lasciato Sasso di Castalda, un piccolo borgo in provincia di Potenza, per fare il manovale in una cittadina operaia che di spazio per i sogni ne lascia poco. Rocco è grande, forte e intelligente: gioca a football americano con una ferocia che gli apre le porte della prestigiosa accademia militare di West Point, dove si laurea nel 1946.

I suoi compagni di squadra lo ricorderanno come uno che non mollava mai, qualunque cosa succedesse sul campo. Quella stessa testardaggine accompagnerà poi tutta la sua carriera.

Dopo West Point si specializza in ingegneria meccanica al MIT di Boston, poi entra nell'esercito e viene assegnato ai programmi missilistici.

È lì che incrocia per la prima volta il destino della corsa allo spazio: nel 1960 viene trasferito alla NASA, al nascente Kennedy Space Center di Cape Canaveral, dove viene messo a capo delle operazioni di lancio del Saturn V, il razzo più grande e potente mai costruito fino a quel momento.
Il suo lavoro è tenere insieme una macchina di proporzioni mai viste: il Saturn V è alto quanto un palazzo di trentasei piani, brucia 2.000 tonnellate di propellente nei primi 150 secondi di volo e non lascia margine di errore. Petrone coordina migliaia di tecnici, ingegneri e subappaltatori, pretendendo da tutti gli stessi standard ossessivi che si impone da solo. È noto per non alzare mai la voce, ma per non cedere mai su nessun dettaglio. Quando qualcosa non lo convince, il lancio si ferma.
Il banco di prova più duro arriva il 27 gennaio 1967, quando un incendio nella capsula dell'Apollo 1 uccide gli astronauti Gus Grissom, Ed White e Roger Chaffee durante una simulazione a terra. Il programma Apollo si ferma per oltre un anno e mezzo. Petrone è tra i protagonisti della difficile ricostruzione: deve rimettere in piedi non solo i sistemi tecnici, ma la fiducia di un'organizzazione devastata dal dolore e dal senso di colpa.

Quando l'Apollo 8 circumnaviga la Luna nel dicembre 1968, primo equipaggio umano a farlo, è anche una sua vittoria silenziosa.

Il 16 luglio 1969, alle 9:32 del mattino, Rocco Petrone dà il "go" definitivo per il lancio dell'Apollo 11. Quattro giorni dopo, Neil Armstrong scende sulla Luna. Petrone segue tutto dalla sala di controllo, con la stessa espressione impassibile di sempre.

@andrea_ferrero
Solo io vedo una sospetta somiglianza con John Belushi? 😀
@gisgeek no no, è uguale 😄