andrea_ferrero

561 Followers
147 Following
2.4K Posts
Ingegnere spaziale. Vicepresidente CICAP.
Nell'esplorazione spaziale, quale approccio ritieni più appropriato tra le missioni con equipaggio e le sonde robotiche?
Conclusione:
WhatsApp → sicurezza contenuto, ma ecosistema centralizzato e ricco di metadati
Signal → riferimento per sicurezza crittografica
Telegram → piattaforma cloud, non privacy-first
Delta Chat → identità libera, decentralizzazione via email
Element X → federazione e controllo, ma complessità
👉 La vera differenza non è “chi cifra meglio”, ma chi controlla dati, metadati e infrastruttura
@sicurezza

Sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si usano attualmente due tipi di tute per attività extraveicolari: l’americana Extravehicular Mobility Unit (EMU) e la russa Orlan-MKS. La prima ha una massa complessiva di circa 140 kg, la seconda di circa 110 kg. In microgravità, gli astronauti non ne percepiscono il peso, ma ne avvertono l’inerzia ogni volta che devono iniziare un movimento, fermarsi o cambiare direzione.

(continua)

@astronomia

Dopo il ritiro di Collins, il futuro delle tute americane è affidato alla sola Axiom Space, che ne sta sviluppando la prossima generazione sia per la ISS sia per il programma lunare Artemis. Le nuove tute offriranno maggiore libertà di movimento alle articolazioni, migliore protezione contro la polvere, una più ampia adattabilità a corporature diverse, sistemi di supporto vitale più avanzati e interfacce tecnologiche aggiornate per comunicazione e monitoraggio in tempo reale.

(fine)

Poiché i componenti risalgono agli anni Ottanta, queste tute sono spesso più “vecchie” degli astronauti che le indossano e hanno ampiamente superato la vita operativa prevista, manifestando pericolosi malfunzionamenti, come le perdite d’acqua nel casco che nel 2013 hanno fatto rischiare la vita a Luca Parmitano.
La EMU americana, progettata per l'era dello Space Shuttle, è un sistema modulare costruito originariamente in 18 unità fino al 1982. Non è mai stata sostituita da modelli più recenti. Oggi sulla ISS ne restano operative solo quattro unità, soggette a manutenzione da parte di Collins Aerospace.
A differenza della EMU, la Orlan utilizza un design monoblocco a ingresso posteriore: lo zaino posteriore funge da sportello, permettendo all'astronauta di vestirsi autonomamente in pochi minuti, mentre la EMU richiede assistenza. Un’altra importante differenza tra i due progetti è questa: la EMU è modulare e si adatta alle misure dei vari astronauti con pezzi di diverse taglie, mentre la Orlan è "taglia unica" e viene regolata tramite un sistema di pulegge e cavi interni.

Sia le tute EMU sia le tute Orlan sono state concepite originariamente negli anni Settanta, ma hanno avuto due percorsi molto diversi.

Dalla loro prima versione del 1977 a oggi le tute russe Orlan sono state aggiornate più volte. L’attuale versione Orlan-MKS, introdotta nel 2017, è stata migliorata nel controllo termico e nei materiali.

Le tute spaziali sono così pesanti perché non sono semplici indumenti, ma veri veicoli spaziali monoposto. Forniscono ossigeno, eliminano l'anidride carbonica e proteggono dalle temperature estreme. Contengono riserve d'acqua potabile e sistemi radio per le comunicazioni. Proteggono inoltre dai micrometeoriti, che viaggiano a velocità molto superiori a quelle dei proiettili di arma da fuoco, e dalla luce solare diretta con le loro particolari visiere dorate.

Sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si usano attualmente due tipi di tute per attività extraveicolari: l’americana Extravehicular Mobility Unit (EMU) e la russa Orlan-MKS. La prima ha una massa complessiva di circa 140 kg, la seconda di circa 110 kg. In microgravità, gli astronauti non ne percepiscono il peso, ma ne avvertono l’inerzia ogni volta che devono iniziare un movimento, fermarsi o cambiare direzione.

(continua)

@astronomia