#ZionistTerrorism

“Ogni singolo israeliano ha responsabilità per quanto sta accadendo in #Cisgiordania.

Nessuna pretesa di legittima difesa può assolverci, soprattutto non la nostra coscienza.

Tutti portiamo il marchio della vergogna.”🧵1/9

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #30marzo

https://www.haaretz.com/opinion/2026-03-29/ty-article-opinion/.premium/ever-israeli-bears-responsibility-for-anti-palestinian-pogroms-in-the-west-bank/0000019d-3544-d774-afdd-bdc6dcf10000

⟦ Da bambina, mia nonna, nata in #Ucraina nel 1903, mi raccontava dei #pogrom contro gli ebrei avvenuti dopo la rivoluzione comunista.

I ricordi di quelle esperienze l’hanno accompagnata fino all’ultimo giorno della sua vita; non dimenticherò mai come, verso la fine dei suoi giorni, quando il passato si confondeva con il presente, si affacciava alla finestra e sussurrava, con tono straziante: «Gevalt, gevalt!».

Questo grido, una richiesta di aiuto da parte delle vittime di tutto il mondo, risuona dentro di me oggi di fronte ai violenti pogrom che gli ebrei stanno compiendo contro i palestinesi in #Cisgiordania, controllata da #Israele. ⬇️2

Provate a immaginare la paura costante quando bande sfrenate irrompono nel quartiere, armate di mazze e coltelli e talvolta di pistole che l’esercito israeliano ha fornito loro – apparentemente a scopo di protezione.
Colpiscono, distruggono, bruciano, saccheggiano, umiliano e uccidono.

Se qualcosa del genere dovesse accadere agli ebrei, rimarreste in silenzio?

I palestinesi sono abbandonati al loro destino nelle mani di predoni e criminali ebrei provenienti dagli insediamenti, dalle fattorie e dagli avamposti, che li maltrattano quotidianamente senza incontrare alcun ostacolo.

Questa violenza non avviene nel vuoto: spesso si verifica alla presenza dei militari, senza che questi intervengano. ⬇️3

Non ci sono arresti, né indagini efficaci, né procedimenti penali.
Gli incidenti vengono etichettati, ancora e ancora, come “attriti”, come se coinvolgessero due parti uguali, e trattati dal sistema come se fossero anomalie piuttosto che parte di uno schema ricorrente.

Non si tratta di episodi isolati.
Quando la violenza si verifica regolarmente – senza che la situazione cambi e in assenza di interventi da parte delle forze dell'ordine o di misure deterrenti – non si tratta di un fallimento, ma di una politica.

Mia nonna credeva che fossimo migliori, che non avremmo mai fatto agli altri ciò che era stato fatto a lei. Quando penso a lei e ai miei genitori, che hanno lottato per la fondazione dello Stato convinti che ne fossimo degni, mi sento invasa dalla vergogna. ⬇️4

Mi chiedo: siamo davvero degni di questo miracolo, per il quale tante vite sono state e continuano a essere sacrificate?

Ogni singolo israeliano ha responsabilità per quanto sta accadendo in Cisgiordania.
Le tasse finanziano i criminali delle «colline», mentre l’opinione pubblica lascia che sia il governo a gestire i crimini e l’esercito a renderli possibili e talvolta persino a incoraggiarli.

Non saranno i missili iraniani a distruggere Israele, ma l’atrofia morale che proviene dall’interno.
Nessuna pretesa di legittima difesa può assolverci, soprattutto non la nostra coscienza.
Anche la pretesa della «necessità» è priva di fondamento. Tutti portiamo il marchio della vergogna. ⬇️5

Sono convinta che la maggior parte degli israeliani sia stufa marcia di questa violenza abominevole, ma la maggioranza tace: alcuni per impotenza e altri, come molti dei miei compagni attivisti contro il colpo di Stato del governo, per la convinzione che sia impossibile combattere su tutti i fronti contemporaneamente.

Ma non possediamo il privilegio di arrenderci all'impotenza, e Israele non avrà mai una vera democrazia a meno che i suoi cittadini non fermino la violenta e sconsiderata follia nei territori.

Queste manifestazioni sono intrecciate, fanno parte dello stesso sistema di potere, e devono essere affrontate simultaneamente.
Meriteremo di vivere qui solo se riusciremo a sradicare le atrocità e il trattamento riservato ai palestinesi come esseri umani inferiori, le cui vite non valgono nulla. ⬇️6

Se continueremo a comportarci come truppe d'assalto o lasceremo che lo facciano i criminali degli insediamenti e i loro sostenitori, perderemo ogni giustificazione morale per vivere qui.

Le parole non scuotono i sistemi, come facevano ai tempi di #ÉmileZola e del suo «J'Accuse!» contro il governo francese dopo che #AlfredDreyfus fu ingiustamente condannato per tradimento.

Ma quando decine e centinaia di migliaia di persone le sostengono, le parole si trasformano in azioni e hanno un impatto.

Non c'è altra scelta che unirsi in un “J'Accuse!” collettivo contro il governo e l'esercito che sarà udito in tutto il paese e ne scuoterà le fondamenta, finché le atrocità non cesseranno. ⬇️7

Vi accusiamo di permettere che venga versato il sangue dei palestinesi che vivono sotto il dominio israeliano in Cisgiordania.
Di ignorare la violenza continua contro di loro e i tentativi di espellerli.

Vi accusiamo di non far rispettare la legge, di non indagare e di non perseguire penalmente i responsabili, trasformando questa violenza in una routine quotidiana che procede senza ostacoli.

Chiediamo un intervento immediato: fermate la violenza, proteggete i residenti, indagate a fondo e perseguite penalmente i responsabili.

Chiediamo che ci riconosciate come entità morali dotate di giudizio morale e che il nostro giudizio dica: “Basta!” Il silenzio è complicità. Non restate a guardare. ⬇️8

✍️La prof.ssa #IritKeynan, scrittrice e poetessa, è docente presso l'Hakibbutzim College of Education (Seminar Hakibbutzim) di Tel Aviv e attivista di Black Flag in Academia.⟧
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