Ieri il Parlamento europeo ha dato il primo via libera ai negoziati sulla nuova stretta UE sui rimpatri: più trattenimenti, meno garanzie, più spazio alla logica della deterrenza.
Per Volt, questa non è una politica migratoria seria: è l’ennesima scorciatoia che sacrifica diritti e Stato di diritto per rincorrere l’estrema destra sul suo terreno, finendo per rafforzarla.
E non serve a governare davvero le migrazioni, che si gestiscono con soluzioni reali: procedure d’asilo rapide e giuste, responsabilità condivise tra gli Stati membri, canali legali e sicuri per lavoro e protezione, integrazione fondata su lingua, diritti, doveri e rispetto dei valori democratici, lotta ai trafficanti e rimpatri dentro regole chiare e garantite.
Chi riduce tutto a detenzione ed espulsioni non risolve il problema: rende solo l’Europa più dura, più cinica e più simile a ciò che dovrebbe combattere.

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