I centri per il rimpatrio fuori dall’Unione Europea non sono una soluzione: sono una resa dei nostri valori europei.
Strutture fuori dal territorio dell’Unione Europea dove trasferire chi ha ricevuto un ordine di espulsione, in Stati con cui spesso la persona non ha mai avuto alcun legame.
Meccanismi di controllo indipendente insufficienti. Garanzie non adeguate sui diritti fondamentali.
Nel 2025 solo il 28% dei rimpatri ordinati è stato effettivamente eseguito, è vero; però i centri di rimpatrio fuori dall’Unione Europea non cambieranno questa realtà: la sposteranno altrove, nascondendola dietro accordi bilaterali opachi con governi terzi.
L’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali è stata esplicita: questi centri sarebbero compatibili con il diritto europeo solo se accompagnati da garanzie chiare e robuste; garanzie che, nella posizione votata dal Parlamento europeo il 26 marzo 2026, restano gravemente insufficienti.
Volt chiede un sistema migratorio europeo che sia davvero europeo: equo, umano, capace di trasformare la migrazione in un’opportunità per chi accoglie e per chi è accolto.
Esternalizzare la dignità umana non è una politica: è una vergogna.
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