Per un giudice il 17enne palestinese morto in una prigione israeliana è "probabilmente morto di fame", ma ha chiuso il caso.
Intanto, #Israele continua a trattenere il suo corpo. 🧵1/7

«Questo ragazzo è morto perché è stato ridotto alla fame dal Servizio penitenziario israeliano, che lo ha tenuto in condizioni tali da causarne la morte.»

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #24marzo

https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/2026-03-24/ty-article/.premium/judge-palestinian-minor-who-died-in-israeli-prison-was-likely-starved/0000019d-1f98-d868-a1bd-5ff957cc0000

✍️ #HagarShezaf

⟦ Il giudice incaricato di esaminare il caso relativo alle cause della morte di #WaleedAhmad, un minore palestinese deceduto nel carcere di #Megiddo nel marzo 2025, ha stabilito che il ragazzo sia probabilmente morto di fame.

«Il fatto che sia probabilmente morto di fame non può e non deve essere nascosto», ha scritto il giudice #EhudKaplan nella sentenza.

Ciononostante, Kaplan ha deciso di archiviare il caso perché, in seguito all'autopsia effettuata presso l'Istituto Nazionale di Medicina Legale, è impossibile stabilire un nesso causale tra le sue precarie condizioni fisiche – tra cui grave sottopeso, scabbia e infezioni – e la sua morte. ⬇️2

«Alla luce di questi fatti, l'indagine sulla sua morte è esaurita», ha scritto il giudice.
Il corpo di Ahmad è ancora trattenuto da #Israele, sebbene già ad agosto fosse stato comunicato a Haaretz che questo non fosse più necessario.

La sentenza del giudice Kaplan è stata emessa lo scorso dicembre presso il Tribunale di primo grado di #Hadera, ma era soggetta a un divieto di divulgazione che è stato parzialmente revocato a seguito di una richiesta presentata da Haaretz tramite gli avvocati Tamir Gluck e Nissim Azrad.

Sebbene il giudice abbia disposto la chiusura delle indagini sulle cause del decesso, la polizia aveva dichiarato nella sua risposta alla richiesta che le indagini erano ancora in corso. ⬇️3

Nel mese di agosto, #Haaretz aveva riportato i risultati dell'autopsia di Ahmad.

Dai risultati emerge che non è possibile determinare la causa del decesso.
Secondo l'autopsia, sebbene la causa della morte non sia stata individuata, è probabile che un'infezione di origine intestinale abbia provocato un collasso delle funzioni vitali e il decesso.

Il rapporto indicava che aveva subito una perdita di tessuto adiposo e che la sua massa corporea rientrava nella definizione di «sottopeso patologico».

Si sottolineava inoltre che nei mesi precedenti la sua morte aveva subito un drastico calo di peso, il che avrebbe potuto ragionevolmente portare al collasso del suo sistema immunitario. ⬇️4

Ahmad, cittadino brasiliano originario della città di #Silwad, in #Cisgiordania, era in carcere da 6 mesi al momento della sua morte ed era stato incriminato per aver lanciato una bomba incendiaria.

Le autorità brasiliane sono impegnate a garantire la restituzione della salma.

Una petizione presentata dall'avvocato Nadia Daka, in cui si chiede la restituzione della salma, è attualmente all'esame dell'Alta Corte di Giustizia.
L'avvocato Dakka afferma di non aver mai ricevuto una decisione che autorizzasse la confisca della salma. ⬇️5

«Questo ragazzo è morto perché è stato ridotto alla fame dal Servizio penitenziario israeliano, che lo ha tenuto in condizioni tali da causarne la morte», ha dichiarato Dakka a Haaretz.

«È una situazione che si ripete e le condizioni non cambiano, mentre altri detenuti hanno continuato a morire dopo di lui in circostanze simili. Le autorità statali e i tribunali non reagiscono alle dure condizioni carcerarie».

A luglio, Haaretz aveva riportato prove delle condizioni di altri detenuti nella prigione di #Megiddo. Cinque di loro presentavano sintomi simili a quelli manifestati da Ahmad prima della sua morte. ⬇️6

Uno di loro, un minore che ha rilasciato un'intervista sotto lo pseudonimo di Ibrahim, è stato rilasciato dopo che il suo peso era sceso da 65 a 45 chilogrammi.

Un parere di un pediatra dell’organizzazione no profit Physicians for Human Rights, presentato alla commissione per la libertà vigilata, ha delineato un quadro clinico grave, che includeva malnutrizione e deperimento fisico potenzialmente letali.

Il documento rilevava che gli esami di laboratorio mostravano che il minore soffriva di anemia e aveva un indice di massa corporea (BMI) di 15,2 (un BMI normale è superiore a 18,5).⟧
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