
La sfrenata aviditĂ di petrolio e la guerra in Iran - Valigia Blu
Il conflitto tra USA e Iran sta scatenando uno shock energetico peggiore degli anni '70. Chi guadagna dalla crisi? Un approfondimento sui costi industriali, ambientali e sociali di una guerra legata ai combustibili fossili.
Valigia BluLa guerra in Iran è entrata nella quarta settimana e le scommesse dei mercati su un conflitto breve sono andate deluse. L’incursione di Trump non è stata piccola: il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, il prezzo del gas in Europa è raddoppiato e le banche centrali avvertono che l’impatto sull’inflazione sarà durissimo.
La guerra in Medio Oriente potrebbe scatenare una crisi energetica peggiore degli shock combinati degli anni '70 e paragonabile agli effetti iniziali dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, ha avvertito il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA), Fatih Birol
L’industria europea rischia di rimanere in ginocchio, in particolare il settore chimico e quello siderurgico, che pagano la crisi due volte perché dipendono dal gas come materia prima e per alimentare gli impianti. L’impennata dei costi dei fertilizzanti sta già colpendo gli agricoltori, ponendo le basi per un aumento drammatico dei prezzi alimentari
In questo scenario emerge un paradosso politico. Mentre la Spagna dimostra che le rinnovabili abbattono i costi e garantiscono sicurezza, l’Italia (e i governi di estrema destra) propone una soluzione (sospendere il sistema ETS di scambio delle emissioni) che di fatto risponde a una crisi del gas incentivando ancora l’uso (e l'importazione) del gas
La sfrenata avidità di petrolio e combustibili fossili sta causando il caos mondiale, commenta George Monbiot sul Guardian. "La transizione ecologica non è solo una politica climatica, ma l’unica vera strategia di sicurezza geopolitica per togliere carburante a dittatori e macchine da guerra. Dobbiamo scegliere ora quale strada percorrere"