La fondazione Giulia Cecchettin ha pubblicato questo video.

https://youtu.be/24EMKrZx-I4?is=O0hkwlwhi5FszehX

I commenti su IG sono fulgida dimostrazione di incapacità di parafrasi del testo e coda di paglia.

Unə potrebbe dire: "non leggerli" "non stare sui social commerciali".

Il problema è che quegli uomini incapaci di comprendere una metafora, sempre pronti a porsi sotto i riflettori frignando che "loro non sono così" e che questo spot demonizza e esacerba l'odio tra generi sono là fuori, ogni santo giorno, a berciare stronzate sui posti di lavoro, al supermercato, al pub, su Tinder a cercare di rimorchiare povere criste.
A giustificare l'ingiustificabile perché ihih, in effetti son colpevoli di ciò che negano, la coscienza la hanno, da qualche parte.

O rieducazione e supporto intersezionale o isolamento (loro), io non vedo altre soluzioni.

La violenza non nasce all’improvviso

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@bluberrycookie

La mia esperienza mi porta a vedere un'analogia con i commenti contro i ciclisti nei social commerciali: violenza, minacce esplicite, il peggio della merda umana. E si tratta di persone che guidano auto, e che potrei incrociare in ogni momento mentre sto pedalando, cioè mentre sono vulnerabile e loro potenti. Sono cose che percepisco personalmente.

Credo di capire quello che scrivi, ma è anche vero che i meccanismi dei social commerciali incoraggiano il peggio, lo promuovono e lo mettono in primo piano. Chi commenta quelle cose andrebbe rieducato, isolato etc, ma non per forza rappresenta tutti. Quello che ci vuole è che chi è "moderato" non accetti più questi atteggiamenti; non solo ciclisti, non solo donne, bisogna schierarsi e dire chiaramente che non va bene

@lgsp @bluberrycookie

Ho pensato anch'io, da ciclista, a questa analogia. Penso che l'analogia sia possibile guardando ai rapporti di forza: c'è un soggetto che si sente più forte e per questo ritiene di poter sopraffare un'altra persone che percepisce come più debole.

@lgsp @bluberrycookie
Nel caso dei rapporti di genere, il genere e, quindi la posizione percepita, è assegnato e non cambia; nel caso della strada, una persona può essere automobilista ma anche ciclista e pedone. Per questo motivo penso che più persone ci sono che pedalano e camminano e più persone possono rendersi conto di cosa significa essere in quella posizione.
@mec_mec @lgsp @bluberrycookie il fatto è che chi è "moderato" non scrive d'impulso cose del genere sui social, e quindi lascia involontariamente spazio agli estremisti.
Ma d'altronde è la specificità dei social commerciali, senza gli estremisti con le loro esternazioni chiuderebbero

@lgsp

Mi sembra abbastanza chiaro che non rappresenti tutti, non scadiamo nella solita retorica del "non tutti gli uomini", perché così non facciamo che rafforzare esattamente ciò che dico nel post.

Perché giustificare a spada tratta, spostare il focus, quando il punto è la violenza subita da centinaia, migliaia di donne ogni giorno?

Meno male, che chi commenta non rappresenta ogni singolo uomo, ci mancherebbe: saremmo estinte.