"Un programma tv – e va specificato: non un programma di informazione – lascia lo spazio a un uomo accusato e condannato per maltrattamenti domestici di dire quello che gli pare, come è ovvio in un monologo senza alcun contraddittorio, non solo sulla propria vicenda giudiziaria, ma anche su come la società civile gli stia negando il futuro. Tutto questo dopo aver firmato un concordato per cui, tra le altre cose, poteva avere una riduzione della pena se avesse smesso di rilasciare interviste e parlare pubblicamente del processo e della propria figlia.
Caffo esordisce con «in cuor mio so di non aver fatto quello che mi è stato contestato». "
https://www.globalist.it/culture/2026/03/04/il-palco-allimputato-quando-la-tv-riscrive-le-vittime/
