Il fact-checking è stato un fallimento, ma nessuno vuole dirlo.

Walter Quattrociocchi, https://www.corriere.it/tecnologia/25_gennaio_08/fact-checking-fallimento-51e1f695-cc69-4517-b241-7b6e588a5xlk.shtml

La verità, nella sua accezione più ampia, è spesso ambigua, contestuale e soggetta a interpretazioni. Il fact-checking, così come è stato concepito, non può che fallire nel risolvere il problema della disinformazione, poiché si limita a contrapporre “etichette” alla viralità emotiva dei contenuti. Le piattaforme social non sono progettate per essere strumenti di informazione, ma macchine per l'intrattenimento.

L'errore di fondo è dimenticarsi che la conoscenza è un processo sociale: non siamo menti avulse dal contesto che possiamo accontentare con etichette, né le nozioni spuntano come funghi che basti contrassegnare come velenosi o no.

Eratostene di Cirene riuscì a misurare con notevole approssimazione e matematica eleganza il meridiano terrestre (https://www.matematicascuola.it/__eratostene/eratostene.ppt ) perché - come ha fatto notare #LucioRusso - aveva attorno a sé un sistema, cioè molto più di un po' di fact checkers, autoproclamati o appositamente assunti,, quali rari nantes in gurgite vasto..

Il fact-checking è stato un fallimento, ma nessuno vuole dirlo

La scienza ha dimostrato che le pratiche di fact checking per contrastare la disinformazione spesso rafforzando la polarizzazione e consolidando le cosiddette echo chamber

Corriere della Sera
@mcp Eratostene utilizzando concetti geometrici di base ed una grande intuizione trovò la lunghezza della circonferenza terrestre supponendo la terra sferica,una grande immaginazione.Leggendo il tizio del Corriere ho però notato un parallelismo tra le sue considerazioni sui social come mezzo di intrattenimento e un'altra persona insospettabile,un economista, che li ritiene anch'esso un mezzo per sviare l'attenzione delle masse dall azione comune politica.Penso che anche questo sia un errore

@Tiberio #WalterQuattrociocchi però non è un giornalista del Corriere, ed è capace di prendere posizioni che un professore di informatica può pagare in termini di mancati finanziamenti: https://nostrascuola.blog/2025/08/26/intelligenza-artificiale-chatgpt-e-large-language-model-alcuni-chiarimenti-fondamentali
Su nostrascuola.blog ci sono altri sui interventi sul perché è fuorviante e pericoloso far passare (a scuola e non solo) i #SALAMI per #ÅI.

Credo che il punto sia che i media sociali proprietari sono editorialmente organizzati come mezzi di (in)trattenimento, per trattenere gli usati e vendere sistemi di modifica comportamentale basati sui loro dati . Questa politica editoriale li rende luoghi ostili a una seria discussione scientifica - come mostrano le stesse disastrose conseguenze della scelta di valutare la ricerca bibliometricamente, vale a dire con algoritmi basati sulla popolarità alla maniera di Facebook :->
https://www.theguardian.com/science/2024/feb/03/the-situation-has-become-appalling-fake-scientific-papers-push-research-credibility-to-crisis-point

“Intelligenza artificiale”, ChatGpt e Large Language Model: alcuni chiarimenti fondamentali

di Walter Quattrociocchi Riportiamo qui alcune importantissime considerazioni di Walter Quattrociocchi, Professore Ordinario di Informatica presso l’Università di Roma La Sapienza, dove dirig…

La nostra scuola
@mcp Ho letto il primo articolo, il secondo in parte perché alcune cose sull'AI le conosco e possono essere facilmente intuite dal fatto che ogni Ai va addestrata con milioni di esempi e fallisce miseramente nel riconoscimento visivo degli oggetti; basta modificare pochi pixel di un'immagine di un cannello perché l'AI lo scambi per un ago. Dei social invece pensio che siano commerciali e pubblicitari, devianti per 14enni: la pornografia, ma che consetano scambi di idee e risorse per gli adulti