Un preside ha menzionato la violenza dei coloni israeliani; i suoi studenti al grido di “Che il loro villaggio bruci” e “Che vinca l'IDF; fanculo gli arabi” ne hanno chiesto il licenziamento.🧵1/7

"Non erano ragazzi che disprezzavano un'autorità, ma ragazzi sostenuti da un'autorità superiore che disprezzavano i loro insegnanti in suo nome.
Per ora solo i loro insegnanti e il preside.
Nella fase successiva – ed è solo questione di tempo, non illudetevi – accadrà anche i loro genitori."
✍️ #CarolinaLandsmann

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #30Gennaio

https://www.haaretz.com/opinion/2026-01-29/ty-article-opinion/.premium/a-school-principal-dared-to-mention-israeli-settler-violence-and-brought-it-on-himself/0000019c-0b5c-d9e0-a59f-0b5f69d30000

⟦ “Eldad se l'è cercata” è stata la frase che più ha attirato la mia attenzione in un video della “manifestazione” degli studenti della scuola #HofHacarmel nel kibbutz #MaAganMichael contro il loro preside, Eldad Porat.

Stavano manifestando perché lui aveva osato suggerire agli insegnanti di tenere una discussione in classe sulla violenza dei coloni, basandosi sui dati di un rapporto di #BTselem.

Quella frase è stata pronunciata da una studentessa della scuola – una scuola pubblica regionale – rispondendo ad un insegnante, mentre lei filmava i suoi entusiasti compagni di classe che cantavano “Che il loro villaggio bruci” e “Che vinca l'IDF; fanculo gli arabi”.

I ragazzi hanno bloccato l'ufficio della scuola e hanno chiesto che il preside fosse licenziato. ⬇️2

L'insegnante le aveva chiesto di smettere di filmare, perché c'erano persone che non volevano essere riprese, come lo stesso Porat.
“Eldad se l'è cercata”, ha risposto la ragazza.

Ogni adulto si chiederà naturalmente cosa abbia permesso una tale audacia da parte di una ragazza che sembrava perfettamente normale.
Su quali basi ha agito in questo modo, senza paura né rispetto, all'interno della sua scuola?

Da dove ha tratto quel senso di assoluto diritto che le ha permesso di rispondere in quel modo a un insegnante e di trattare il preside della sua scuola con tale disprezzo?
Non occorre alcuno sforzo per trovare la risposta, perché è stata gridata a gran voce dagli stessi ragazzi: «Vai, Bibi!». ⬇️3

Ciò che ha permesso a questa ragazza e ai suoi compagni di classe di presentarsi davanti ai loro insegnanti e al preside senza piegarsi alla loro autorità, e persino minacciandoli di licenziamento, è stata la loro subordinazione politica a “Vai, Bibi!”.

Non erano ragazzi che disprezzavano un'autorità, ma ragazzi sostenuti da un'autorità superiore che disprezzavano i loro insegnanti in suo nome.
Per ora verso i loro insegnanti e il preside.
Nella fase successiva – ed è solo questione di tempo, non illudetevi – accadrà anche ai loro genitori.

È impossibile non ricordare la leggenda sovietica di #PavlikMorozov, il ragazzo che denunciò suo padre e divenne un eroe nazionale.

Tutti dovrebbero sapere che un bravo bambino è quello disposto a denunciare i propri genitori in nome dell'ideologia. ⬇️4

Proprio come in tutti gli altri regimi che hanno capito che chi possiede i giovani possiede il futuro.

E, come in ogni regime totalitario, il sistema non funziona senza informatori.
In questo caso, il canale televisivo "Channel 14" ha svolto un ruolo chiave, non solo come veicolo di “informazione”, ma come attore attivo nel sistema di indottrinamento.

La campagna di incitamento contro il preside è iniziata quando qualcuno ha fatto trapelare a Channel 14 un documento interno contenente la raccomandazione basata sui dati di B'Tselem (violenza dei coloni? Non esiste).

Il giorno dopo il “servizio” del canale, trasmesso con la necessaria cornice incendiaria, una troupe di Channel 14 si è recata alla scuola per raccogliere i frutti della sua campagna.

I ragazzini hanno ricevuto sostegno anche a livello istituzionale. ⬇️5

Quando la deputata #NaamaLazimi (Laburista) ha chiesto al ministro dell'Istruzione #YoavKisch di condannare la campagna di incitamento e violenza contro il preside, lui le ha risposto di andarsene in #KaplanStreet a Tel Aviv, l'epicentro delle proteste antigovernative.

In seguito, ha chiarito che, a suo avviso, il problema non erano le molestie al preside, ma il fatto che Porat volesse sollevare la questione in classe.
“Il Ministero dell'Istruzione non è una piattaforma per la propaganda politica”, ha affermato #Kisch.

Quindi, dopo aver già appoggiato gli studenti, ha reso omaggio al suo dovere con una condanna generica del “linguaggio violento o minaccioso nei confronti del personale scolastico”. ⬇️6

I nuovi membri del partito #Likud al potere sono i vecchi commissari di un tempo.
Non c'è nulla di nuovo sotto il sole.

I giornali hanno riportato che il preside ha prestato servizio nell'esercito di carriera e ha lasciato con il grado di maggiore.

Ma chiunque pensasse che il suo grado gli sarebbe servito contro la rieducazione e le purghe ideologiche dei Bibi-isti/ #Kahanisti non comprende che il grado militare non è altro che aria nel nuovo mondo che è sorto sulle rovine di quello vecchio.

L'energia che trasuda da questo video è l'energia di una rivolta familiare alla storia: una rivolta contro una vecchia autorità perpetrata in nome di una nuova autorità.

Questo è il momento in cui le scuole smettono di educare e diventano invece luoghi in cui i bambini rieducano i loro insegnanti e presidi.⟧
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