"Report sullo stato dell'occupazione 2025.
58 anni di occupazione, 2 anni di guerra a Gaza."
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#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #30dicembre

https://www.occupationreport.org/en

⟦ I due anni trascorsi dal 7 ottobre sono stati caratterizzati da un grave inasprimento delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nella Striscia di #Gaza, in #Cisgiordania e a #GerusalemmeEst: uccisioni e violenze diffuse, distruzione senza precedenti, fame, sfollamenti, intensificazione dell'occupazione e restrizioni alla libertà di protesta.

Valori fondamentali come la sacralità della vita, i diritti umani universali, il rispetto dello Stato di diritto e delle leggi di guerra e la responsabilità per le violazioni sono stati compromessi in misura tale da non poter essere riparati senza indagini approfondite e un'autentica assunzione di responsabilità. ⬇️2

Le informazioni presentate in questo rapporto sono state raccolte, verificate e incrociate con rigore grazie a un impegno costante. È difficile da leggere e da assimilare.

Tuttavia, noi ONG firmatarie speriamo che lo leggerete e vi unirete a noi nel chiedere che si intervenga e che si riparino le ingiustizie che esso denuncia.

Report completo:
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[Segue una breve introduzione.]
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#GAZA
I due anni di guerra nella Striscia di Gaza sono stati caratterizzati da gravi danni alla popolazione civile di Gaza e da gravi violazioni del diritto internazionale, causando morte, distruzione, fame e privazioni su una scala senza precedenti.

Il 10 ottobre 2025 è entrato in vigore un cessate il fuoco e l'IDF si è ritirata in un'area che comprende circa il 58% del territorio totale di Gaza.
Sebbene il numero dei morti sia diminuito, la crisi umanitaria persiste e si prevede che il recupero e la ricostruzione richiederanno anni. ⬇️4

#CISGIORDANIA
Le violazioni dei diritti umani e i disagi nella vita quotidiana in Cisgiordania si sono intensificati. Il governo continua a promuovere l'annessione de facto, convogliando fondi agli insediamenti, consentendo la creazione di avamposti illegali e sostenendo la violenza dei coloni che costringe le comunità palestinesi ad abbandonare le loro case.

L'aumento dell'attività militare nella Cisgiordania settentrionale ha causato distruzioni su larga scala, costringendo i residenti a fuggire dalle loro case, ed è stato accompagnato da regole di ingaggio più permissive. ⬇️5

Il divieto di ingresso in #Israele per i lavoratori palestinesi, il divieto di accesso dei contadini alle loro terre e le severe restrizioni alla libertà di movimento stanno aggravando la crisi economica in Cisgiordania.

Sotto la pressione degli #USA, la legislazione formale sull'annessione è stata congelata, ma questa politica viene attuata nella pratica attraverso il trasferimento di poteri, misure burocratiche e l'assegnazione di risorse. ⬇️6

#GERUSALEMMEest
Nonostante abbiano la residenza permanente o la cittadinanza israeliana, i residenti palestinesi di Gerusalemme Est subiscono da tempo una discriminazione sistematica, che si è intensificata durante la guerra.

Servizi municipali di base come istruzione, approvvigionamento idrico, riparazione delle infrastrutture e la raccolta dei rifiuti non sono forniti in modo costante, se non negati, e le chiusure stradali diffuse sconvolgono gravemente la vita quotidiana di decine di migliaia di persone.

I piani per la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e nell'area circostante stanno procedendo, le demolizioni hanno raggiunto livelli record e la minaccia di espropriazione e sfollamento di intere comunità è in aumento. ⬇️7

DETENZIONE E CARCERE
Non appena è scoppiata la guerra, migliaia di residenti di Gaza sono stati arrestati in base alla legge sul carcere per combattenti illegali e detenuti in strutture militari e dell'IPS in condizioni di brutalità senza precedenti, anche se molti di loro non avevano alcuna responsabilità nell'attacco del 7 ottobre.

Anche altri prigionieri e detenuti per motivi di sicurezza hanno subito un significativo deterioramento delle condizioni carcerarie, con una riduzione delle forniture di cibo e dei servizi medici e un conseguente sovraffollamento estremo a causa dello stato di emergenza dichiarato, che ha costretto molti a dormire sul pavimento. Le testimonianze hanno documentato violenze, umiliazioni e abusi nei confronti dei detenuti. ⬇️8

Almeno 94 detenuti e prigionieri palestinesi sono morti entro agosto 2025 e molti sono stati rilasciati con lesioni irreversibili, tra cui l'amputazione di arti.
Nessun soldato o membro del personale carcerario è stato ancora incriminato per la morte di un detenuto. ⬇️9

RIDUZIONE DELLO SPAZIO PER LA RESISTENZA CIVILE ALL'OCCUPAZIONE
La libertà di associazione, la libertà di espressione e la libertà di protesta sono diritti fondamentali e una condizione necessaria per l'esistenza di una democrazia funzionante.

Lo Stato non può negare o limitare questi diritti senza una giustificazione, anche in situazioni di emergenza o di guerra.
Anzi, in tali casi assumono un'importanza ancora maggiore, poiché fungono da strumenti per la critica pubblica delle politiche governative e dell'uso della forza militare.

La violazione della libertà di espressione e di protesta indebolisce la democrazia, restringe lo spazio civile e consente il persistere delle violazioni dei diritti umani in Cisgiordania, a Gaza e all'interno dello stesso Israele, senza alcun controllo o restrizione.⟧🔚10