#TerrorismoIsraeliano
La "violenza dei coloni" non esiste.
È violenza israeliana, l'attuazione di una politica di pulizia etnica consolidata da tempo.🧵1/9
#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide #Gaza #WestBank #Israel #Peace #22dicembre
#TerrorismoIsraeliano
La "violenza dei coloni" non esiste.
È violenza israeliana, l'attuazione di una politica di pulizia etnica consolidata da tempo.🧵1/9
#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide #Gaza #WestBank #Israel #Peace #22dicembre
L'articolo di #JonathanPollak su #Haaretz di oggi, partendo da alcuni casi specifici ( che riassumo brevemente) mette il luce la vera natura della cosiddetta "violenza dei coloni".
L’articolo sostiene, in modo molto netto, che parlare di “violenza dei coloni” è fuorviante: quella violenza è, in realtà, violenza israeliana a tutti gli effetti, prodotta, protetta e legittimata da #Israele, dalle sue istituzioni e da una parte consistente della società.
#KafrMalik – 23 giugno
#AmarHamayel, 13 anni, viene colpito alla schiena da soldati israeliani mentre non li stava affrontando e si nascondeva dietro degli alberi.
L’ambulanza viene bloccata per due ore; anche i familiari vengono allontanati con la forza. ⬇️2
Un pickup bianco, simile a quelli usati dai responsabili della sicurezza degli insediamenti, viene visto vicino al corpo.
Due giorni dopo, oltre 100 israeliani (molti mascherati) assaltano il villaggio, incendiando case e lasciando scritte minacciose e insulti sui muri.
L’esercito entra nel villaggio e uccide 3 residenti, tra cui un adolescente e un uomo sulla soglia di casa.
#Beita – 10 ottobre (inizio raccolta delle olive)
Circa 150 palestinesi arrivano per la raccolta.
Trovano il sito occupato da soldati e miliziani israeliani.
20 palestinesi rimangono feriti, e 12 devono essere ricoverati; 3 sono giornalisti.
Un giovane viene colpito alla gamba da membri della milizia.
8 auto vengono incendiate; un’ambulanza viene rovesciata e tentano di bruciarla. ⬇️3
#Beita – 11 ottobre (giorno dopo)
Una famiglia raccoglie le olive sul proprio terreno.
I soldati sparano gas lacrimogeni da una collina.
Un ragazzo di 13 anni, #AysamMualla, sviene per asfissia.
Il soccorso dell'ambulanza viene ritardato per sei minuti; il ragazzo muore un mese dopo.
Il giorno del funerale, l’esercito blocca l’ingresso del villaggio e lancia granate stordenti contro i partecipanti.
#AlMughayyer – 7 dicembre (notte)
L’esercito impone un coprifuoco non dichiarato, chiude gli accessi e lancia gas e granate stordenti tra le case.
Nello stesso momento, 8 israeliani mascherati e armati di bastoni attaccano la casa della famiglia Abu Hamam. ⬇️4
Una donna di 59 anni e un ragazzo di 13 restano gravemente feriti.
4 attivisti internazionali vengono feriti e portati in ospedale.
L’esercito impedisce ai soccorsi di raggiungere i feriti, puntando le armi contro paramedici e autisti.
2 paramedici vengono arrestati, bendati e ammanettati senza motivo, poi rilasciati.
Nei giorni successivi: dichiarazione dell’area come zona militare chiusa, arresto di attivisti, chiusura prolungata della zona, visite ripetute dei soldati per intimidire la famiglia. ⬇️5
#Jaffa – 13 dicembre
3 giovani israeliani con kippah e "lunghi ricci laterali" aggrediscono una donna palestinese incinta (9° mese) e i suoi due figli piccoli, 4 e 5 anni.
Li minacciano, li picchiano e usano spray al peperoncino, insultandoli con frasi razziste.
La polizia inizialmente definisce l’episodio “una lite tra automobilisti”.
Vengono invece arrestati 17 palestinesi che avevano protestato contro l’aggressione.
Da qui riprendo il testo originale. ⬇️6
⟦ Nulla di tutto ciò è avvenuto nel vuoto, ma in un clima creato da un gruppo di ebrei religiosi che si sono stabiliti a Jaffa e sono finanziati dal comune di Tel Aviv. Questo gruppo terrorizza da anni i palestinesi di Jaffa ed è fonte di tensione e instabilità nella città.
Il gruppo è guidato dal rabbino #EliyahuMali, che il procuratore generale ha deciso di non incriminare per istigazione dopo che questi aveva affermato che «i terroristi di oggi sono i figli della precedente operazione [militare] che li ha lasciati in vita.
Sono le donne, in realtà, a produrre i terroristi». ⬇️7
La violenza dei coloni non esiste.
La violenza contro i palestinesi in tutte le sue forme – quella perpetrata dalle forze armate e dai burocrati israeliani e quella che i liberali amano immaginare come al di fuori della legge – non è un fenomeno irregolare, ma l'essenza stessa dell'identità israeliana.
Come in #Cisgiordania, così a #Gaza, a Jaffa, in #Galilea e ovunque altrove.
La Cisgiordania non è la terra dei coloni e gli aggressori non sono una manciata di estremisti.
Gli attacchi sono l'attuazione di una politica di pulizia etnica consolidata da tempo, che non inizia e non finisce con i “coloni estremisti” o il “governo di estrema destra”. ⬇️8