DOPOLAVORO – Parte seconda
...«Erica.» Fu l’unica cosa che disse. Non una frase completa, non una dichiarazione, non una battuta delle sue. Solo il mio nome, detto in quel modo che aveva la capacità idiota e micidiale di farmi perdere equilibrio più di qualunque discorso ragionato. E fu lì, in quell’inspiegabile istante sospeso sotto il vischio, che mi resi conto di una cosa semplice e devastante:
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