"[...] la Palestina [...] inizialmente era il bianco pallido del dolore di mia madre, e dopo il rosa tenue dell’amore dei nonni, col tempo è divenuta il rosso [...] del sangue e dell’ingiustizia. Ricordo che si colorò di quella sfumatura [...] (quando) in tv vidi l’uccisione in diretta di Muhammad Al Dhurra. [...] Quel bambino aveva all’incirca la mia età, cercava protezione nel padre, come avrei fatto io, gridava, come avrei gridato io."
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La Palestina negli occhi di mia madre - di Alae Al Said

"La prima volta che ho visto la Palestina è stata dentro gli occhi di mia madre. Ho riconosciuto l’odore della mia terra nelle sue lacrime salate". Su ilLibraio.it la riflessione di Alae Al Said, classe '91, nata a Roma da genitori palestinesi, cresciuta con l’amore per la sua terra d’origine e con un forte senso di giustizia. L'autrice spiega com'è nato il suo romanzo, "Il ragazzo con la kefiah arancione", con riferimenti alla sua adolescenza, al difficile presente e alle guerre dei decenni scorsi: "La pace in Palestina non esiste perché in quel luogo il diritto internazionale non è applicato, semplicemente. Se si applicasse la legge internazionale, sarebbe un’oasi di pace…"

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