המקרה של סגל הוא דוגמה אכזרית להפרטה של אתיקה רפואית - שיחה מקומית

שלל הדיונים בעקבות החלטתו של ארנון סגל לתרום כליה ובלבד שתגיע ליהודי התמקדו בלגיטימיות של הבחירה האישית של התורם.

שיחה מקומית

"La scelta del giornalista e sostenitore dell'aumento della presenza ebraica nella Spianata delle Moschee, #ArnonSegal, di donare un rene a condizione che vada solo ad un ebreo ha suscitato scalpore sulla stampa e sulla rete: è un razzista o benefattore?

#ZehavaGalon [ex leader del partito di sinistra Meretz Ndr.] ha twittato: “Anche due reni non sarebbero sufficienti per pulire il veleno che scorre nel suo corpo, quindi che importa”.

In risposta, Arnon Segal è stato abbastanza intelligente da usare lo stesso argomento che ha usato anche suo fratello negli ultimi due giorni e ha risposto: “Mettiamoci d'accordo sul fatto che tutti potranno donare il loro rene a chi vogliono”. ⬇2

Da destra dicono che, non solo la scelta stessa di una persona di donare un organo del proprio corpo a chi vuole è una scelta altruistica immune da giudizio, ma che sia suo diritto fare ciò che vuole con gli organi del proprio corpo.

E così, anche se ci è chiaro che si tratti di un atto razzista, è difficile per molti a sinistra negarne la legittimità.

Nel tentativo di prendere le distanze dalla questione della scelta personale, che resta incontrastata, c'è stato chi ha criticato la normalizzazione che proprio questa scelta, o il fatto di cronaca che l'ha gonfiata, apportano al razzismo. ⬇3

In modo leggermente diverso, il presidente dell'Associazione dei medici della sanità pubblica, il professor Hagai Levin, ha espresso la preoccupazione che “con l'eliminazione del motivo di ragionevolezza, questa potrebbe diventare una politica generale”.

Chi è interessato a un sistema sanitario equo, basato su una giusta distribuzione delle risorse sociali, è chiamato a ricomprendere il dilemma: donare gli organi non è una scelta privata, perché non comporta un atto privato.

In effetti, la scelta privata di una persona di donare un rene, sia essa onesta o razzista, è una condizione necessaria per eseguire questa procedura medica salvavita.
Ma non è affatto una condizione sufficiente. ⬇4

Senza un sistema medico, medici, infermieri, ospedali, attrezzature, conoscenze medico-scientifiche e così via, questa scelta non è possibile per una persona in primo luogo.

Pertanto, dal momento in cui una persona dona un organo dal proprio corpo, atto certamente non scontato, questo viene trasferito dalla sua custodia alla custodia del sistema.

E se crediamo in una sanità pubblica, non a scopo di lucro, dobbiamo intendere anche quell'organo, dal momento in cui viene messo nelle mani del sistema pubblico, come una risorsa sociale. ⬇6

In effetti, questa è una risorsa insolita, che non è nata come tale, e quindi nessuna persona dovrebbe essere costretta a donare un organo dal suo corpo, e dovrebbe anche essere assicurato che nessuna pressione esterna venga esercitata su di lui in questa scelta.

Ma se lo dona deve accettare le regole del gioco, che danno pari valore di vita a tutti e quindi necessariamente distribuiscono le risorse nel modo più equo. ⬇7

Chiamatemi pazzo marxista, o ditemi che sono andato oltre, ma è la stessa logica dietro la politica di donazione del sangue in #Israele.
E se ora sembra scontato, è solo perché questa politica egualitaria è stata raggiunta in una lotta ostinata, conclusa solo 6 anni fa.

Solo nel 2017 è stata abolita la discriminazione, le donazioni degli etiopi venivano gettate segretamente nella spazzatura, mentre gay e bisessuali e molte donne trans non potevano donare a prescindere (a meno che non mentissero sul loro comportamento sessuale).

Sebbene in questi casi la discriminazione era nei confronti del donatore, il presupposto è che anche era necessaria una procedura paritaria, senza selezione. ⬇8

Non è irragionevole immaginare che tra pochi mesi, nell'ambito della raffica legislativa del governo, gli amici di Segal andranno alla #Knesset e chiederanno l'adozione della stessa politica anche per quanto riguarda le donazioni di sangue.

Diranno ancora una volta che non intendono discriminare, ci mancherebbe, in fondo anche un arabo potrò donare solo ad arabi, ma lasciare a ognuno la sua scelta, secondo la sua scala di valori, senza negare il suo legame autentico con la sua gruppo di appartenenza nazionale.

Rimarremo fermi anche allora, perché si tratta del dispendio di una parte del loro corpo? ⬇9

Come ha spiegato in passato il Dr. Hagai Boaz, le affermazioni sul legame naturale con la comunità, hanno già portato a quella che lui chiama “l'economia della donazione di organi”, per allentare i criteri dell'anonimato e disintegrare la solidarietà sociale, a favore di una logica utilitaristica ed egoista, anche se collettiva. ⬇10

Di conseguenza, l'atto di Segal, un atto che è allo stesso tempo privato e pubblico, non equivale solo alla coltivazione del razzismo a livello della coscienza pubblica, ma alla coltivazione di una vera e propria politica, che è a allo stesso tempo capitalista e razzista, che continua a permeare e inquinare gli scampoli di sanità pubblica che rimane.

La privatizzazione, che non è solo dei servizi medici ma anche della stessa etica medica, apre un'altra finestra alla contaminazione della medicina non solo dall'economia del capitale, ma anche dall'economia della pulizia etnica." 11🔚