Perfettamente allineati con l'imbeccata “du jour”, i libertoloidi trascurano per un momento la #crisiEnergetica tornando ad occuparsi degli eventuali rischi di una #disfatta della #Russia in #Ucraina. Il colpo subíto in questi giorni con il contrattacco ucraino è talmente grave da essere arrivato a far notizia persino in Russia dove chi non segue la linea #Putin finisce con il provare, nel giro di pochi giorni, l'ebrezza del volo.
La #propagandaRussa pedissequamente seguita dai libertoloidi ha due piani di attacco: l'insistenza sulla guerra in Ucraina come proxy war tra #NATO e #Russia, e la #minacciaNucleare. Dissimulazione e simulazione, in pieno stile machiavellico. Vediamo come e perché.

L'insistenza sulla proxy war #NATO/#Russia è un classico esempio di #dissimulazione: accentuare l'aspetto #proxyWar serve a nascondere o non parlare del fatto che questa è IN PRIMIS una guerra espansionistica di conquista iniziata dalla #Russia.

Ma questo i libertoloidi non l'ammetteranno mai, poiché ammettere questo significherebbe, nell'ottica NAP, dar torto alla #Russia e giustificare la risposta #Ucraina nonché l'aiuto richiesto dalla vittima dell'aggressione e fornito dalla #NATO.

La #minacciaNucleare è invece un chiaro esempio di #dissimulazione. Nello specifico, non è che tale minaccia non esista, ma è falso che essa dipenda dalla capacita della #Russia di conquistare l'#Ucraina con metodi convenzionali.

Se #Putin è un agente razionale, non passerà ad un attacco #nucleare anche se la sua #operazioneSpeciale in #Ucraina sarà un #fallimento totale.

D'altra parte, se #Putin NON è un agente razionale, la sua decisione di un attacco #nucleare NON ha una ratio dietro, e quindi in particolare non sarà legata all'andamento del #conflitto. Potrebbe semplicemente alzarsi una mattina coll'umore storto e decidere di farla finita in maniera creativa.

Punto importante: questo anche se avesse già conquistato l'#Ucraina.

Usare la #minacciaNucleare come motivo per lasciar ottenere a #Putin quello che vuole è inutile.

Per inciso, c'è chi sospetta che l'invasione stessa sia prova che #Putin sia fuori di testa (e quindi irrazionale). Ciò è falso: #Putin ha fatto una scommessa perfettamente razionale, basata sul precedente lassismo della comunità internazionale nei confronti del suo operato: è molto probabile che #Putin contasse di poter davvero fare una #operazioneSpeciale come fu per la #Crimea: lo si è lasciato fare la volta scorsa, perché non anche ora?
Il comportamento di #Putin è quello classico del #ricattatore: finché lo si lascia fare, cedendo ad ogni richiesta, continuerà a chiedere sempre di piú, senza nessun limite reale alle richieste, perché dietro i pretesti non vi è una specifica mira, un obiettivo ben definito: è solo un gioco di potere che trova sazio solo nel proprio accrescimento: la soddisfazione non fa altro che aumentare la fame.
(Non sorprende che piaccia tanto ai libertoloidi, è l'incarnazione dell'ingordigia individualista piú sfrenata, e vederla fallire cosí per loro è un dramma.)