Indymedia. Celebrazione minima non autorizzata
1. Seattle

Qualcuno potrebbe credere che la grande fortuna di Indymedia ((i)) sia stata quella di essere nata al posto giusto e nel momento giusto: nel 1999 a Seattle (USA) durante le proteste contro una riunione del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), due giorni di manifestazioni e scontri che portarono il Sindaco della città all'applicazione
https://pepsy.noblogs.org/2019/11/24/indymedia-celebrazione-minima-non-autorizzata/

Indymedia. Celebrazione minima non autorizzata | pepsy

pepsy
@pepsy ecco, sopratutto questa parte: "Il ventennale dovrebbe essere non tanto una occasione per ricordare nostalgicamente i bei tempi andati ma una buona occasione per rilanciare e continuare la lotta per costruirci i nostri mezzi di comunicazione autogestiti e indipendenti." merita tutte le nostre stelline di consenso :)
mi ero perso questo articolo di @pepsy, molto utile e ben fatto. E sono d'accordo con @lorcon, bisogna trasformare #indymedia20 per continuare a non odiare i media
@spleen @pepsy eh, non sarebbe male. con le ultime ondate censorie su facebook (oh, che novità!) in molti stanno iniziando a comprendere che uno spazio di comunicazione autogestito manca come l'aria. Certo c'è mastodon, che però ha le sue limitazione nel formato breve dei testi (che va bene per mastodon ma serve anche altro), c'è noblogs che però nel suo lato social non è mai decollato, ma manca uno spazio specifico per essere un media come la vecchia indy (magari con alcune modifiche). Sarebbe interessante capire se c'è reale interesse, volontà e forze...
@lorcon @spleen Sostengo, da troppo tempo, una cosa molto semplice, forse troppo:
1. capire cosa ci serve, di cosa abbiamo bisogno
e
2. usare/creare uno strumento che pensiamo sia adatto.
Da notare la "e".
I principali errori possibili sono, in estrema sintesi:
- Non riusciamo a stabilire di cosa abbiamo bisogno o restiamo sul vago;
- Pensiamo/crediamo di aver bisogno di una cosa e invece abbiamo bisogno di altro;
- Usiamo/creiamo uno strumento non adatto al bisogno che abbiamo;
- Usiamo male lo strumento che abbiamo.
Il fatto che definisca questa cosa "semplice" non vuol dire che sia facile da mettere in pratica.
@pepsy @spleen bhe, su cosa ci serva io in realtà avrei un'idea abbastanza specifica: uno strumento che permetta di pubblicare notizie, articoli, video, comunicati, dossier in modo aperto (anche se una registrazione anonima io ce la metterei) e che permetta anche un lavoro redazionale tipo le vecchie features. Secondo me poi sarebbe interessante anche ragionare su come un sistema federato e decentrato potrebbe essere usato a tal proposito...
@lorcon @spleen Hai una idea che somiglia proprio a una cosa... come si chiamava... ah... Indymedia 🙂
Battute a parte la tua idea la inserisco nel primo caso degli errori possibili che ho elencato, nel senso che sei restato sul vago, questo perché non hai specificato chi dovrebbero essere le persone che pubblicano notizie, chi quelli che pubblicano "feature", chi quelle che gestiscono lo strumento e soprattutto il pubblico di riferimento (teorico) di uno strumento del genere.
Questo perché una idea come la tua può essere concretizzata in molti modi, anche assai diversi e questo influirebbe significativamente sul suo successo/insuccesso.
@pepsy @spleen oh, 825 battute a disposizione! io personalmente sarei per una struttura come la vecchia indy, collettivi di gestione a partecipazione aperta dal momento in cui si accetta la policy, però magari localizzata e integrata in modo federato (io sono tra quelli che pensano che i nodi locali fossero una buona idea).
@lorcon @spleen Io invece ci penserei bene prima di replicare vecchi strumenti. Terrei come prima cosa conto dello stato attuale dei movimenti e contemporaneamente di quello della tecnologia.

@pepsy @lorcon @spleen

"you get what you want, but not what you need"

@pepsy @lorcon cosa ci serve secondo te?