Indymedia. Celebrazione minima non autorizzata
1. Seattle

Qualcuno potrebbe credere che la grande fortuna di Indymedia ((i)) sia stata quella di essere nata al posto giusto e nel momento giusto: nel 1999 a Seattle (USA) durante le proteste contro una riunione del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), due giorni di manifestazioni e scontri che portarono il Sindaco della città all'applicazione
https://pepsy.noblogs.org/2019/11/24/indymedia-celebrazione-minima-non-autorizzata/

Indymedia. Celebrazione minima non autorizzata | pepsy

pepsy
@pepsy Bell'articolo, grazie! Ci voleva che qualcuno ricordasse l'esperienza di Indymedia!
@Ca_Gi @pepsy Già, soprattutto per chi, come me, non ha potuto vivere la nascita e la crescita di Indymedia per ragioni anagrafiche, visto che nel 1999 la massima protesta che potevo fare erano i capricci per avere la Barbie nuova, e nel 2005-2006 stavo cominciando ad avere una vaga idea dell'esistenza di un mondo un po' più grande della mia realtà quotidiana, figuriamoci sapere 'ste cose!
@ila_luna Qua e là si trovano anche alcuni video realizzati da, Indymedia https://m.youtube.com/watch?v=zSn2mXGhmkA&t=437 @pepsy
indymedia during the G8 summit, Genoa 2001

YouTube
@Ca_Gi
Che impressione vedere come hanno distrutto tutte quelle attrezzature e trattato chi era dentro come dei terroristi!
😡 😡
@pepsy
@pepsy ecco, sopratutto questa parte: "Il ventennale dovrebbe essere non tanto una occasione per ricordare nostalgicamente i bei tempi andati ma una buona occasione per rilanciare e continuare la lotta per costruirci i nostri mezzi di comunicazione autogestiti e indipendenti." merita tutte le nostre stelline di consenso :)
mi ero perso questo articolo di @pepsy, molto utile e ben fatto. E sono d'accordo con @lorcon, bisogna trasformare #indymedia20 per continuare a non odiare i media
@spleen @pepsy eh, non sarebbe male. con le ultime ondate censorie su facebook (oh, che novità!) in molti stanno iniziando a comprendere che uno spazio di comunicazione autogestito manca come l'aria. Certo c'è mastodon, che però ha le sue limitazione nel formato breve dei testi (che va bene per mastodon ma serve anche altro), c'è noblogs che però nel suo lato social non è mai decollato, ma manca uno spazio specifico per essere un media come la vecchia indy (magari con alcune modifiche). Sarebbe interessante capire se c'è reale interesse, volontà e forze...
@lorcon @spleen Sostengo, da troppo tempo, una cosa molto semplice, forse troppo:
1. capire cosa ci serve, di cosa abbiamo bisogno
e
2. usare/creare uno strumento che pensiamo sia adatto.
Da notare la "e".
I principali errori possibili sono, in estrema sintesi:
- Non riusciamo a stabilire di cosa abbiamo bisogno o restiamo sul vago;
- Pensiamo/crediamo di aver bisogno di una cosa e invece abbiamo bisogno di altro;
- Usiamo/creiamo uno strumento non adatto al bisogno che abbiamo;
- Usiamo male lo strumento che abbiamo.
Il fatto che definisca questa cosa "semplice" non vuol dire che sia facile da mettere in pratica.
@pepsy @spleen bhe, su cosa ci serva io in realtà avrei un'idea abbastanza specifica: uno strumento che permetta di pubblicare notizie, articoli, video, comunicati, dossier in modo aperto (anche se una registrazione anonima io ce la metterei) e che permetta anche un lavoro redazionale tipo le vecchie features. Secondo me poi sarebbe interessante anche ragionare su come un sistema federato e decentrato potrebbe essere usato a tal proposito...
@lorcon @spleen Hai una idea che somiglia proprio a una cosa... come si chiamava... ah... Indymedia 🙂
Battute a parte la tua idea la inserisco nel primo caso degli errori possibili che ho elencato, nel senso che sei restato sul vago, questo perché non hai specificato chi dovrebbero essere le persone che pubblicano notizie, chi quelli che pubblicano "feature", chi quelle che gestiscono lo strumento e soprattutto il pubblico di riferimento (teorico) di uno strumento del genere.
Questo perché una idea come la tua può essere concretizzata in molti modi, anche assai diversi e questo influirebbe significativamente sul suo successo/insuccesso.
@pepsy @spleen oh, 825 battute a disposizione! io personalmente sarei per una struttura come la vecchia indy, collettivi di gestione a partecipazione aperta dal momento in cui si accetta la policy, però magari localizzata e integrata in modo federato (io sono tra quelli che pensano che i nodi locali fossero una buona idea).
@lorcon @spleen Io invece ci penserei bene prima di replicare vecchi strumenti. Terrei come prima cosa conto dello stato attuale dei movimenti e contemporaneamente di quello della tecnologia.

@pepsy @lorcon @spleen

"you get what you want, but not what you need"

@pepsy @lorcon cosa ci serve secondo te?

Ottimo scritto @pepsy per ricordare un progetto che era anni avanti, open pubblish e grandi dossier. Penso che oltre alla mancanza di soldi sia stato un grosso errore quello dei nodi locali,che ha portato ad una dispersione dei contenuti oltre ai costi dei server che ogni nodo si doveva accollare. Ho migrato dal cms sf active a Drupal con un lavoro immenso e dopo un anno abbiamo chiuso (lombardia).

ciao Gb (since ECN) ;-)

@gb Ti stai riferendo a italy.indymedia che è - per certi versi - un'altra storia. Meno male che mancano ancora alcuni mesi al *suo* ventennale. Grazie di averlo letto :-)

@pepsy si parlavo di italy ovviamente, che ho iniziato a seguire nel 2001 dopo G8.
Credo che cmq nel bene e nel male sia stato in anticipo sui tempi.Come per esempio lo fu in piccolo NGVision rispetto al tubo, li si potevano postare video (ora un archivio storico) che in seguito linkavi .
Sono contento in ogni caso di aver aperto questo account e ritrovare "vecchi"hackttivisti.

NAMASTE'

@pepsy "Quella che invece è probabilmente sparita è la rete di collegamento che stava dietro a questo progetto e i siti sopravvissuti sono solo una pallida ombra di quello che è stato il network."
segnalo una cosa in cui mi sono recentemente imbattuto, ma che conosco poco.
https://reseaumutu.info aggrega una serie di siti (il primo credo sia stato rebellyon.info) a pubblicazione semi-aperta (post moderazione) che mi sembrano abbastanza seguiti in Francia (ParisLuttes) e Svizzera (Renverse.co). E che linkano anche diversi nodi indy rimasti in vita. Ma non sono in grado d dire se sia un pezzo della rete rimasto in vita che ha fatto un rilancio o altro
ReseauMutu.info

@pepsy Mi spiego meglio, non sono gli strumenti, anche decentrati e federati che mancano. Nel momento in cui vengono usati massicciamente anche il loro sviluppo procede. Manca una ragione per usarli che sia appetibile per le masse. Mi sembra che manchino i soggetti non gli strumenti. E i soggetti che ci sono ora hanno ben poco da dire in quanto sono tutte cose già risapute. Ci sarebbe da fare ma meccanismi di individualizzazione impediscono aggregazioni organiche... È un bene. Allora non lamentiamocene.
@kep La tua posizione, se ho ben capito, è un po' pessimista (per usare un eufemismo) e quindi interessante. La sua debolezza, secondo me, sta nel fatto che si basa su un principio *non sempre* valido: se è vero che i movimenti ("masse" non mi piace) sono importanti per la nascita e la crescita di determinati strumenti è altrettanto vero che i movimenti non compaiono all'improvviso come per magia.
Compaiono perché *prima* piccoli gruppi di persone si sono attivate. Naturalmente non bisogna credere che *tutte* le volte che un piccolo gruppo di persone si attiva poi nasce un movimento. Ma se nessuno si attiva difficilmente nascerà qualcosa. Questa istanza è un classico esempio di quello che intendo dire.
@pepsy Sono perfettamente d'accordo, anche io faccio parte di uno di questi piccoli gruppi che si pongono come punti di discontinuità.. non mi sembra che però riusciamo, io in prima persona, ad andare oltre il negativo. Ci manca quella idea di futuro che sovverta la rassegnazione al realismo capitalista. Non basta essere anti-( fascisti,capitalisti,gerarchici,sessisti,specisti,autoritari,imperialisti...) E rispetto a questo impegno mi sembra che il popolo ribelle si senta anche troppo soddisfatto e tronfio della propria "ragione". Insomma un popolo che balbetta, ma molto convinto di dire verità universali.