Da Labodif

Il 23 dicembre 1978, 47 anni fa, con la Legge 833, nasceva il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Con il SSN la salute diventava un diritto, non un privilegio. Prima di allora, (e ancora oggi in molti paesi del mondo) curarsi dipendeva dal lavoro, dal reddito, dalla fortuna.
Con il SSN lo Stato dice una cosa chiara: ogni persona conta, ogni vita ha valore.
Questa svolta porta il suo nome: Tina Anselmi.
È ministra della Sanità e prima donna a ricoprire questo incarico. Non è sola, ma il suo ruolo è decisivo. Anselmi crede nella sanità pubblica e la difende con fermezza, anche contro le opposizioni politiche ed economiche.
Grazie al SSN milioni di persone possono curarsi senza paura di non farcela.
Tina Anselmi, partigiana durante la Resistenza.
Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica.
Tina Anselmi, Presidente della Commissione parlamentare sulla P2. Una donna integra, coraggiosa. Ebbe un ruolo importante anche nel percorso che portò alla legge 194, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza.
Pur avendo convinzioni personali cattoliche, Anselmi difese la legge come atto di responsabilità dello Stato. Non la trattò come una battaglia ideologica, ma come una questione di dignità e prevenzione.
Ah che postura.

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Da Labodif

Siamo in Tailandia alla riunione di preparazione del concorso Miss Universo.
Le Miss sono in sala, sedute. In piedi Nawat Itsaragrisil, direttore del concorso thailandese e vicepresidente di Miss Universo per l’Asia e l’Oceania. Lui chiama Fatima Bosch, Miss Messico, la rimprovera di non aver partecipato a un servizio fotografico e di non condividere abbastanza contenuti dedicati alla Thailandia sui social.
Poi le dà della scema.
Fatima Bosch si alza in piedi e replica: “Lei mi sta mancando di rispetto come donna”.
“Non l’ho autorizzata a parlare. Perché si alza per parlarmi?”
“Perché ho una voce”.
Lui chiama la security. Lei se ne va.
E qui accade l’imprevisto.
Miss Irak, Miss Armenia, Miss Bahamas e Miss Capoverde la seguono.
Altre venti si alzano. Lui le minaccia di squalificarle se non si siedono, e loro restano in piedi. Lui dice ‘sedetevi!’ e loro restano in piedi. Una scena potente.
Il video fa il giro del web.
Giusta indignazione ovunque.
Lui chiederà scusa. Ma presenterà comunque la cerimonia.
Commenta così la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum: “un esempio di come noi tutte, le donne, dobbiamo esprimerci. Ha vissuto questa aggressione con molta dignità, ‘non sono d’accordo’. È un esempio di come noi donne dovremmo alzare la voce. Negli eventi pubblici, quando partecipiamo e ci facciamo sentire, ci dicono ‘sei più carina quando te ne stai buona’. Basta. Il mio riconoscimento va a Fatima”.
Anche il nostro.

Ps. Cercate di evitare i commenti su Miss Universo. La notizia è un’altra. E ha rilevanza proprio perché accaduta li.

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