Quando non hai voglia di fare niente non fare niente.

Non ascoltare, non parlare, non guardare, non pensare, non agire.

Limitati a essere un punto statico nello spazio e nel tempo senza alcun obiettivo oltre quello della presenza fisica involontaria.

Non essere oltre quello che già sei: il di più non è richiesto.

Lascia che la tua anima si sleghi dal corpo e vaghi senza massa nell’etere.

Non appesantire la mente con dannose elucubrazioni che saturano il vuoto della pace.

Smarrisci la tua identità e riscrivila senza darle volto e nome.

Fondi il passato, il presente e il futuro e amalgama tutto in un vetro frantumato dai contorni indefiniti.

Sii macroscopico sii microscopico.

Sii giusto sii sbagliato.

Non piangere non sorridere.

Fluttua, adagiati, spostati, fermati.

Oscilla nell’estasi.

Oscilla.

Estasiati, senza fare nulla.

Non fare nulla.

Tutto nasce, tutto muore, tutto si trasforma.

Pensapiùvelocechepuoiepoi va i pi ù len ta men te.

Sei nulla.

Sei tutto.

Ora smetti di essere.

Implodi un’acerba e matura pulsazione d’insignificante irrilevanza.

Rilassati.

Estinguiti.

Vittorio Tatti

https://aspettandolestinzioneumana.wordpress.com/2024/03/13/estilienza/

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