In Georgia, tra la frutta fresca che sa davvero di frutta, le terme e le altissime cime dei monti del Caucaso, il luglio non era stato poi così impietoso. Al contrario, nel paese semi desertico dei melograni e delle rocce di basalto quella domenica mattina c’erano 52 gradi centigradi percepiti, resi ancora più spietati dal cemento e dai palazzi brutalisti dell’ex città sovietica.


