Non ti ricordo, non posso ricordare • installazione ambientale | fotografie - sacchetti gelo
Per ogni migrante che è venuto nel mio studio per la foto del permesso di soggiorno, una foto alle mani.
Tutte le volte che glielo proponevo, domandavano tutti il motivo per cui io volessi fotografare proprio le loro mani, non capivano. Tanti si sono rifiutati, diffidenti; altri no.
Le ho fotografate, prima; e poi ho inserito le stampe nei sacchetti gelo, sistemandole in fila su una mensola, affinché si conservasse la memoria per ogni onda affrontata per raggiungerci, per ogni palpitazione di cuore, per ogni paura di non farcela, o di morire senza aver potuto conoscere la libertà che stavano cercando.
Perché non si banalizzasse il sospiro della speranza, né i sogni che li hanno convinti a partire, e perché ogni sogno in quelle notti insonni non risultasse vano o peggio, venisse fagocitato e disperso dal tempo, e nel tempo.
Questo lavoro è per ogni anima che vive, e che per vivere, sfida le mostruosità della morte su quelle barche, e su quel mare, immenso, ostile, buio, irragionevole.
Un mare che è terrore, nuova vita, sgomento, successo, terrore, speranza, sgomento.
E morte.
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