Non è un Piano a cambiare le sorti delle aree interne

Il dibattito sull’uso di un termine inadeguato (“irreversibile”) nel Piano strategico nazionale delle aree interne ha il pregio di riportare l’attenzione sui territori marginalizzati ma lo sposta sul vocabolario e invisibilizza dati significativi, come l’aumento dei Comuni più lontani dai centri. Una problematica che esiste dal 2022, quando il fallimento della politica di ripopolamento dei borghi è diventato evidente. Il nodo resta quello dei servizi, sempre più lontani dai cittadini

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