Das ZDF berichtet über den Mord an einem Mitarbeiter (einer Partnerfirma), sowie weitern Personen, u.a. einem Kind.

Auch wenn sie wissen, dass die Behauptung des Täters gelogen ist, räumen sie dessen Position - der Rechtfertigung aus der Propagandaküche - ganz viel Raum ein.

Seinen Namen? Den bringt man beim ZDF nicht über die Lippen.

https://www.zdfheute.de/politik/ausland/israel-angriff-zdf-partnerfirma-stellungnahme-100.html
#zdf #gaza #israel #protectjournalistsingaza

Israel nimmt Stellung zu Angriff auf ZDF-Partnerfirma

Der getötete Techniker sei ein Mitglied der Hamas gewesen, begründet Israel den Angriff auf eine ZDF-Partnerfirma. Dafür gebe es keine Belege, so ZDF-Korrespondent Reichart.

ZDFheute
#ProtectJournalistsInGaza | El ejército israelí asesinó a cinco periodistas en un doble ataque el lunes 25 de agosto. Desde el 7 de octubre de 2023, más de 210 periodistas palestinos han sido asesinados en la Franja de Gaza. @RSF_esp https://cuestionpublica.com/mas-de-210-periodistas-asesinados-en-gaza-rsf-y-avaaz-llaman-a-los-medios-de-todo-el-mundo-a-una-movilizacion-mediatica-a-gran-escala-el-1-de-septiembre/
Más de 210 periodistas asesinados en Gaza: RSF y Avaaz llaman a los medios de todo el mundo a una movilización mediática a gran escala el 1 de septiembre

Más de 250 medios de comunicación de unos 70 países han anunciado ya su adhesión a la movilización mediática a gran escala prevista para el 1 de septiembre, convocada conjuntamente por Reporteros Sin Fronteras (RSF) y el movimiento ciudadano mundial Avaaz.

Cuestión Pública
Khaled al Madhoun, cámara de Palestine TV, fue abatido mientras documentaba la distribución de ayuda alimentaria. #ProtectJournalistsInGaza

Pikara Magazine se une a RSF y...
Pikara Magazine se une a RSF y Avaaz para exigir el fin de la masacre a periodistas en Gaza por parte de Israel

Más de 150 medios de cerca de 50 países se unen de distintas formas el y desde el 1 de septiembre en apoyo al periodismo palestino.

Pikara Magazine
En el Día Internacional del Periodista queremos recordar: si el ejército israelí sigue asesinando periodistas a este ritmo, pronto no quedará ninguno en Gaza para informarte. #ProtectJournalistsInGaza @RSF_esp https://cuestionpublica.com/mas-de-210-periodistas-asesinados-en-gaza-rsf-y-avaaz-llaman-a-los-medios-de-todo-el-mundo-a-una-movilizacion-mediatica-a-gran-escala-el-1-de-septiembre/
Más de 210 periodistas asesinados en Gaza: RSF y Avaaz llaman a los medios de todo el mundo a una movilización mediática a gran escala el 1 de septiembre

Más de 250 medios de comunicación de unos 70 países han anunciado ya su adhesión a la movilización mediática a gran escala prevista para el 1 de septiembre, convocada conjuntamente por Reporteros Sin Fronteras (RSF) y el movimiento ciudadano mundial Avaaz.

Cuestión Pública
El apagón informativo se consolida en Gaza: sin acceso de la prensa extranjera y con cerca de 250 periodistas asesinados. #ProtectJournalistsInGaza

Pikara Magazine se une a RSF y...
Pikara Magazine se une a RSF y Avaaz para exigir el fin de la masacre a periodistas en Gaza por parte de Israel

Más de 150 medios de cerca de 50 países se unen de distintas formas el y desde el 1 de septiembre en apoyo al periodismo palestino.

Pikara Magazine

Gaza. Ossigeno protesta contro l’uccisione dei giornalisti insieme a 150 giornali di 50 paesi

Il 1 settembre pubblicherà un banner che contiene un appello a Israele per proteggere i cronisti e per lasciare entrare nella Striscia gli inviati stranieri

Ossigeno per l’Informazione aderisce all’iniziativa di 150 testate giornalistiche internazionali, di oltre cinquanta paesi, di lanciare il 1° settembre prossimo una campagna mediatica per condannare le uccisioni dei giornalisti palestinesi da parte dell’esercito israeliano; chiedere la protezione dei giornalisti di Gaza o l’evacuazione di emergenza di quanti la chiedano; chiedere che alla stampa estera venga garantito un accesso indipendente alla Striscia.

La campagna – coordinata da Reporter Senza Frontiere (RSF) e dal movimento globale Avaaz – prevede che le edizioni del primo settembre dei media aderenti escano con pagine o banner neri e il seguente messaggio:

Al ritmo con cui l’esercito israeliano uccide i giornalisti a Gaza, presto non ci sarà più nessuno a tenervi informati. #Protezione per i giornalisti a Gaza #Si lasci entrare i reporter a Gaza.

Questo il testo originale in inglese: “At the rate journalists are being killed in Gaza by the Israeli army, there will soon be no one left to keep you informed.” #ProtectJournalistsInGaza #LetReportersIntoGaza

Ossigeno si è fatto interprete delle stesse richieste già nei mesi scorsi (leggi). Ora evidenzierà la sua adesione sia sul proprio sito web www.ossigeno.info sia su quello dedicato ai giornalisti italiani uccisi dalle mafie, dal terrorismo e nelle zone di guerra, intitolato Cercavano la verità www.giornalistiuccisi.it. Ossigeno rivolge un appello a tutti i media e alle organizzazioni dei giornalisti affinché aderiscano anch’essi alla iniziativa di lunedì prossimo 1 settembre.

L’operazione mediatica coordinata giunge pochi giorni dopo gli ultimi attacchi mortali dell’esercito israeliano contro i giornalisti nella Striscia. Il 25 agosto, uno di questi attacchi ha colpito un edificio nel complesso medico di al-Nasser, nel centro di Gaza, un noto luogo di lavoro per i giornalisti, uccidendo cinque reporter e membri dello staff di testate giornalistiche locali e internazionali come Reuters e Associated Press. Due settimane prima, la notte del 10 agosto, un attacco israeliano aveva ucciso sei giornalisti, tra i quali il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif, che era l’obiettivo designato.

Nel frattempo, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto un’indagine indipendente sull’uccisione dei cinque colleghi di lunedì 25 agosto all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Un rapporto militare preliminare israeliano affermava che “sembra” che una telecamera di Hamas fosse l’obiettivo dell’attacco e nominava sei “terroristi eliminati durante l’attacco” – nessuno dei quali era tra i cinque giornalisti uccisi.

“Il rapporto iniziale di Israele lascia molte più domande che risposte e non spiega perché un carro armato israeliano abbia aperto il fuoco contro l’operatore della Reuters Hussam Al-Masri e la telecamera visibile in diretta dell’agenzia di stampa che aveva ripreso da quella posizione quotidianamente per diverse settimane”, ha dichiarato l’amministratore delegato del CPJ Jodie Ginsberg. “Né spiega perché i primi soccorritori, inclusi altri giornalisti, siano stati presi di mira in un apparente attacco cosiddetto “doppio colpo” nello stesso luogo. La natura indiscriminata e sproporzionata dell’attacco richiede che questo incidente venga indagato come un apparente crimine di guerra”.

Secondo i dati di RSF, più di 210 giornalisti sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza in quasi ventitré mesi di operazioni militari israeliane nei territori palestinesi. Almeno cinquantasei di loro sono stati intenzionalmente presi di mira dall’esercito israeliano o uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.

La mobilitazione del primo settembre non ha precedenti per modalità e dimensione, anche se nei mesi scorsi si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni giornalistiche internazionali per denunciare il massacro di reporter condotto impunemente dall’Idf a Gaza e chiedere l’accesso dei media stranieri nella Striscia. RSF, in particolare, rinnova l’appello per la protezione urgente dei professionisti dei media palestinesi, appello sostenuto a giugno da oltre 200 organi di stampa e organizzazioni della società civile.

dicorinto.it/associazionismo/g…

🇮🇱 MÁS DE 210 PERIODISTAS ASESINADOS EN GAZA 🇵🇸

#Avaaz #ProtectJournalistsInGaza #ReporterosSinFronteras

image: Nick Veasey © 'inside out' - camera-skel