Data Act per persone normali: dal 12/09 cosa puoi chiedere ai tuoi oggetti smart (e al cloud)
Da oggi, 12 settembre 2025, entra in applicazione il Data Act dell’Unione Europea. Tradotto: se usi oggetti connessi (telecamere, termostati, robot aspirapolvere, auto “connesse”, elettrodomestici smart), hai diritto di vedere e ottenere i dati che quegli oggetti producono mentre li usi. E puoi condividerli con un terzo che scegli tu (per esempio un tecnico, un altro fornitore di servizi, o un tuo archivio personale), senza dover “hackerare” nulla e senza problemi.
Che cosa puoi chiedere da subito
Puoi chiedere al produttore o a chi detiene i dati di:
- Accedere ai dati che il tuo dispositivo genera mentre lo usi (non le “ricette segrete” dell’azienda, ma i tuoi dati d’uso: temperature, consumi, eventi, log non sensibili, percorsi, ore di funzionamento, ecc.).
- Ottenerli in copia in formato comprensibile e riutilizzabile (niente file “misteriosi” che non si aprono).
- Mandarli direttamente a un soggetto che indichi tu (per esempio un nuovo fornitore o un consulente), senza passare per mille passaggi.
Questi diritti valgono per persone e aziende e si sommano —non si sostituiscono— a quelli del GDPR (che resta la base per i dati personali). Qui il punto è l’accesso ai dati d’uso generati dal prodotto, anche quando non sono personali.
Cosa cambia in casa (telecamere, termostati, elettrodomestici, auto)
Esempi concreti: puoi chiedere lo storico di accensioni e temperature del termostato, gli eventi della telecamera (porte aperte/chiuse, motion non sensibile), i dati di consumo della lavatrice, i dati di percorrenza dell’auto (chilometraggi, ricariche, manutenzioni). Non chiedi la “formula della Coca‑Cola” del produttore: chiedi i tuoi dati.
Per i produttori, dal 12 settembre 2026 i nuovi prodotti messi sul mercato dovranno essere progettati per rendere questo accesso semplice (per esempio con un’interfaccia o un’esportazione) — ma i diritti di accesso esistono già dal 12/09/2025, anche per prodotti precedenti, tramite procedure dirette o indirette.
Come si fa (a prova di boomer)
Non servono PEC o studi legali. Apri il sito o l’app ufficiale del produttore e cerca “Dati/Data/Privacy”, “Portabilità”, “Esporta”, “Scarica i miei dati”. Se non trovi nulla, vai nelle FAQ o nel manuale in PDF e cerca “Data Act”, “accesso ai dati”, “portabilità”. In alternativa, usa il modulo di contatto chiedendo “Voglio esercitare il mio diritto di accesso ai dati generati dall’uso del prodotto, ai sensi del Data Act”. Specifica: modello, numero di serie, ID account e periodo che ti interessa (per esempio: “ultimo anno”).
Se vuoi mandarli a un terzo (nuovo fornitore, tecnico, tuo archivio), scrivilo esplicitamente. I dati devono arrivare in un formato leggibile (CSV, JSON, altro standard comune); se ti propongono un formato astruso, puoi contestarlo.
Cloud: uscire senza catene
Se paghi un servizio cloud (archivio telecamere, backup, piattaforma IoT), dal 12/09 scattano regole per cambiare fornitore con meno ostacoli. In breve: il fornitore deve aiutarti a uscire e a portare con te dati e asset digitali, con tempi e passaggi chiari in contratto. Le commissioni di uscita (“switching charges”, compresi gli egress per tirar fuori i dati) sono in phase‑out: oggi possono chiederti solo i costi vivi, e dal 12 gennaio 2027 spariranno del tutto (salvo eccezioni limitate).
Tradotto boomer‑friendly: niente più “riscatto” per riprenderti i tuoi dati dal cloud. E se avevi contratti vecchi con penali infinite, il Data Act introduce un diritto di recesso per poter avviare il passaggio, con preavvisi ragionevoli.
Ma non è il Far West: limiti e tutele
Il Data Act non ti dà accesso ai segreti industriali dell’azienda, né ti autorizza a chiedere dati in modo che metta a rischio la sicurezza del servizio o di altre persone. Se il produttore invoca la tutela dei segreti, deve comunque offrirti i tuoi dati in modo che tu possa usarli, adottando cautele (per esempio formati che non rivelano elementi riservati). I dati personali restano sotto GDPR: basi giuridiche, consensi, minimizzazione.
Date da segnare
- 12 settembre 2025 — Applicazione generale: diritto di accesso e condivisione dei dati d’uso; trasparenza pre‑contrattuale; prime regole sullo switching dei servizi cloud.
- 12 settembre 2026 — I nuovi prodotti immessi sul mercato devono essere progettati “data‑access by design” (accesso semplice ai dati per l’utente).
- 12 gennaio 2027 — Stop totale alle tariffe di uscita dal cloud (niente più “egress/switching charges”, salvo poche eccezioni tecniche).
Perché ti riguarda subito
Perché recuperare i tuoi dati oggi ti permette di capire come funziona davvero la tua casa connessa, cambiare fornitore senza ricominciare da zero, archiviare localmente quello che ti serve, e — non ultimo — verificare se il produttore tratta correttamente i dati che produce casa tua.
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