Vincenzo

@vincenzomongelli
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Italian, Democrat, Politics & Geopolitics, Reading and Cycling lover, Law.
Mentre le attenzioni sono concentrate tutte su Hormuz e la crisi mediorientale rischiamo di perdere di vista quei dossier storici dormienti, che sembrano appartenere a contesti ormai tranquilli e rivalità crescenti che, da sole, basterebbero a rendere ancora più critico lo scenario in cui ci troviamo.
Nel frattempo nascono nuove percorsi alternativi per i traffici energetici e commerciali, i cui sbocchi arriveranno alle porte di casa. Casa Italia e casa Europa.
Le recenti vicende palesano il fallimento strategico delle ultime azioni israeliane contro l'Iran. Israele si trova ora di fronte a un bivio critico: colpire, rischiando lo scontro con l'Amministrazione USA, o restare inerte, lasciando che Teheran imponga un nuovo equilibrio che limiterà la libertà d'azione israeliana su Hezbollah. Il dato politico è evidente: le due campagne militari non hanno affatto scoraggiato l'Iran, che appare oggi più risoluto che mai.
Le rivalità tra Turchia e Israele si giocano anche nell'Adriatico alle porte italiane e hanno come obiettivo la strategica isola albanese di Saseno, sotto controllo italiano più di un secolo fa ed ora obiettivo israeliano in funzione anti-turca. Le proteste in Albania non sono solo proteste, riguardano un quadro più ampio. In tutto ciò c'è stato il vertice UE Balcani occidentali, un altro tassello nelle aree di interesse italiano ed europeo.
A proposito della tanto citata Albania, c'è una partita geopolitica che si gioca sulla nostra soglia di casa, nel mare Adriatico. E non è solo politica estera, è sicurezza nazionale: servirebbe una strategia italiana più assertiva e meno silenziosa per tutelare i nostri interessi nell'area. Mentre il governo l'unica cosa di cui parla sono i centri per i rimpatri.
Se Putin indica Schröder come possibile negoziatore è il segnale che la Russia si rende conto che la sua situazione sul campo forse non è così rosea. L’UE non deve lasciare l’iniziativa solo alla Coalition of the Willing di Macron, Starmer e Merz, ma deve usare quello spirito per coinvolgere tutti i 27 e sedersi al tavolo con una posizione unitaria. Servono diplomazia e un negoziato serio senza steccati. È la grande occasione per l’Europa di dimostrare il suo ruolo geopolitico. Non si sprechi!
Ieri la Germania è stata sconfitta nella corsa al seggio non permanente del Consiglio di Sicurezza per il 2027-2028 non raggiungendo la soglia dei due terzi necessari. Una batosta pesante per Berlino che per la prima volta nella sua storia fallisce una candidatura.
Un duro colpo per il governo Merz e per le ambizioni tedesche di riforma del Consiglio di Sicurezza e anche all'interno del G4.
Cosa si aspetta a sanzionare tutti questi non essere umani dopo l'ennesimo atto brutale che abbiamo visto in diretta globale ad opera di un ministro del governo israeliano? Non si può più aspettare, l'Italia e l'Europa applichino sanzioni.
Dietro ogni grande traguardo della sanità pubblica c'è il lavoro instancabile e quotidiano dei medici di famiglia. Oggi, nella loro Giornata Mondiale, celebriamo chi non si limita a curare, ma ascolta, conosce le nostre storie e presidia il territorio con empatia e dedizione. Sono la spina dorsale della nostra comunità, il primo e più umano baluardo del diritto alla salute. Sostenere loro significa proteggere il futuro di tutti noi. Grazie per esserci sempre. #MediciDiFamiglia #SalutePubblica
Solo ora il governo si accorge che l'aumento per le spese militari mette in crisi tutto il resto. Premesso che l'autonomia strategica è una necessità per l'Europa, sbilanciare le spese concentrandosi solo sull'aspetto militare tagliando su tutto il resto ora non possono lamentarsi per non riuscire a garantire gli interessi dei cittadini.
Finalmente il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele è stato sospeso. Dopo quello che è accaduto a Gaza, e quanto avviene in Cisgiordania, continuare a fare finta di niente, stringere accordi militari come se nulla fosse, sarebbe stata un'offesa alle migliaia di innocenti che non ci sono più a causa delle azioni di un governo.