Fabrizio Venerandi

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Digitale dal 1983, in rete dal 1987, odora di resurrezione della carne dal 2022. Ha scritto cose interattive, tipo il primo videogame online multiplayer italiano e un ebook di poesie elettroniche. Ha anche scritto libri normali, tipo PÈCMÉN, romanzo che parla dell'arrivo dei videogiochi, librogame, anime e home computer nei primi anni ottanta.
Il discorso di Vance è tanto spaventoso sotto tanti di quei punti di vista che dovrebbe essere una scossa per chiunque sia anche vagamente interessato all'idea di democrazia. Ad un certo punto ho pensato ai movimenti antagonisti prima delle bastonate del G8 genovese e a come la rassegnazione, la fiducia e la convenienza (ma anche: l'impotenza) che avevano seguito nei decenni successivi ora come mai prima stiano stridendo come parti di un meccanismo che manca di lubrificazione, di coesione, di sincronia e stia per spezzarsi nel peggiore dei modi.

Mi verrebbe voglia di farlo leggere e analizzare in classe ma sono davanti a ragazzi che vogliono finire i programmi e che vogliono il loro voto per uscire dalla scuola, non fare - in vitro - simulazioni di qualcosa che riguarda il loro futuro nel momento che - loro - questo futuro non lo hanno ancora visto manco da lontano, non sono nemmeno nella fase dell'antipasto e sono dentro un sistema di controllo, valutazione e sorveglianza che li tratta come dei bambinetti appena appena fuori dalla gonna genitoriale.

Altro che supertelegattone.
fabriziovenerandi (@[email protected])

Dasung lancia in Cina il Paperlike 103, piccolo monitor e-ink a 10,3 pollici, in bianco e nero, che vanta però 60hz di refresh. Con un oggettino del genere, in teoria, si può navigare, scrivere, guardare video alla stessa velocità di un normale monitor lcd/oled, ma senza luce emessa.

Livello Segreto
Ogni tanto ho desideri irrefrenabili e di cui non conosco esattamente l'origine, compulsivi, di acquisto di cose. Oggi per esempio camminavo con terzogenita e ho sentito che dovevo andare in edicola, dovevo assolutamente andare in edicola a comprarmi una rivista, non sapevo quale, ma ne avevo bisogno.

Mi era successo lo stesso qualche settimana fa quando ero andato a comprarmi un quotidiano. Erano letteralmente anni che non ne compravo uno. "Domani". L'ho comprato, sono tornato a casa, ho preso una bilancia e l'ho pesato. Cinquantotto grammi per un euro e ottanta.

L'informazione, ho pensato, ormai costa più della bresaola.

Comunque, questa sera entro nell'edicola con mia figlia e giriamo, lei cerca le sue cose, guardo con preoccupazione le carte Pokemon e Yu Gi Ho, un tempo suo diletto e che io ho sempre giudicato una sfacciata truffa transnazionale, e intanto cerco qualcosa che non so cosa sia e che - per fortuna - non esiste.

Alla fine resto immobile davanti a una rivista della BBC sulla scienza, guardo i razzi spaziali sulla copertina e sospiro. Penso a come la specializzazione sempre più esasperata abbia probabilmente migliorato la mia vita e quella dell'umanità tutta, ma anche come abbia ridotto a farfalle ritagliate la mia naturale propensione alla conoscenza dello scibile umano in tutte le sue forme.

Lascio perdere. Vado da terzogenita e le dico che non ho trovato niente che ne valesse la pena. "Io ho trovato una cosa che vorrei" mi dice. Tremo. I mazzetti di carte Pokemon, ricordo, costano quanto una cena al ristorante, altro che bresaola.

Ma terzogenita non va nel reparto carte, supera anche con eleganza il settore fumetti e mi indica un libro incellofanato nella vetrinetta espositiva.

"Intelligenza emotiva", secondo volume della collana "Scoprire la psicologia".

"Quello" dice e io la guardo e penso che - per lei - il discorso di prima non vale. Lei ha davanti ancora tutta la conoscenza dello scibile umano ai suoi piedi.

Nonostante l'odore, voglio dire.

Fine.
(titoli di coda che scorrono, la sala si svuota)
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Scena nascosta dopo i titoli di coda, come i film Marvel: tornato a casa scrivo tutto a futura memoria mentre secondogenito è qua a fianco a me, seduto sulla sedia come una scimmia su un banano, che mangia un arancio ascoltando dal suo cellulare un qualche youtuber che urla in americano qualcosa che ritiene assolutamente entusiastico.

Lo guardo con fastidio sostenuto finché non se ne accorge e mi fa uno di quei sorrisi sbalorditi e invisibili che amo tanto.

"Ti do fastidio?" mi chiede.
"Mi sfugge il termine" gli rispondo. "Come si definisce una persona che disturba fastidiosamente le persone che la circondano?" aggiungo.
Lui sorride sornione, rotea gli occhi e poi mi risponde: "Fabrizio Venerandi?"
La frustrazione c'è, a scrivere, creare cose, come un lombrico sottoterra mangiare letteratura, musica, videogame, video, fumetti da una parte del corpo e dall'altra macinare la propria narrativa e tutto questo humus resta lì, in mezzo all'humus di tanti altri lombrichi talentuosi come te, perché questo è un po' il pacco della creatività, che non ti basta spacciarla, è vero, devi fare uscire questa roba da te come un sudore, altrimenti t'ammazza, ma non basta: devi anche vedere gli altri mangiarla, con la bocca e le labbra sporche nel sorriso finale.
Ho visto Goldrake, Lamù, Ranma 1/2 quando avevo l'età giusta per godermeli come qualcosa di nuovo, che andava ad allargare le estetiche di quello che, nei primi anni ottanta, si pensava fosse il cartone animato, le tematiche che si potevano affrontare e il suo pubblico.

Ero tra quelli che andavano a vedere al cinema i primi guerre stellari, che spendevano soldi tanto nelle prime riviste nippo italiane, Mangazine, Zero, Kappa, quando in quelle di autori sudamericani, statunitensi, europei: Moebius, gli Hernandez, Moore, Miller, Giardino, Edika e tanti altri.

Oggi - di fronte ai vari reload, loro e del versante superomistico statunitense - senza giudicare nessuno, passo. In questi prodotti, come in quelli dei ricalchi Marvel e Disney, non c'è - per me - niente che mi attiri, anzi, c'è il fastidio di un mercato che porta ad un "manierismo della nostalgia" che fa rinascere centinaia di volte personaggi, narrazioni ed estetiche scarificate fino all'osso.

Il fastidio che il mercato sappia che ora la carta di credito ce l'ho io e provi a rendere quelle cose che leggevo e guardavo da ragazzino un valore, a prescindere, che devo continuare a "farmi" e che devo - pure - passare ai miei figli, poracci, come una zavorra culturale pop.

Nonostante l'età continuo invece a cercare ancora prodotti culturali, cinematografici, fumettistici, musicali e narrativi che sappiano squadernare e esplorare territori nuovi, con il vantaggio - oggi - di poterlo fare saltando indietro nel tempo, riscoprendo cose che non avevo vissuto mai.

E lo faccio con fatica, ovviamente. Fermandomi e lasciandomi lusingare e addormentare quando le forze con ci sono più.
La sindrome di alfredino. Riempiamo facilmente la parte alta dell'attenzione. I compagni rivelano. L'odio social. Il medico spiderman: "non sta bene, non stiamo bene". Una regione inesplorata. Tutto è sotterraneo. Un'amica: "a volte nell'oscurità gli brillava la pelle". L'assicuratore certificato: "negli Stati Uniti tutto questo non sarebbe successo". Gruppi non organizzati portano la legna in piazza. Il medico spiderman, guardando la telecamera: "anche tu non stai bene". Con cavi e con funi portano fuori la forma (clicca per la diretta streaming). La notte, con il favore delle tenebre, la forma è posta sulla catasta di legna. Un fragore luminoso. Bastano pochi secondi. Un'amica: "non abbiamo visto niente".
Ieri ho iniziato quella che potrebbe essere la prima traccia del mio nuovo album di voci e suoni, è l'incipit del ventitreesimo canto della seconda cantica del rekiem. Volevo provare a usare alcuni moduli che hanno usato i Current 93 nel loro ultimo album, perché mi hanno affascinato.

L'esperimento lo trovate nel mio profilo youtube, si intotola xxiii. L'immagine di copertina è un disegno di mia figlia di qualche mese fa, se poi finisco davvero l'album e se me lo permette lo utilizzerò come cover.

Ho creato due finte canzoni swing anni cinquanta con Suno, dove i cantanti cantano i versi del canto. Le ho usate sovrapposte e rallentate, una sul canale destro e una sul canale sinistro. Mi sono registrato poi la voce mentre leggevo lo stesso testo e ho manipolato poi la mia voce con rePLAY playER di Karlheinz Essl, un software per distorcere, looppare, frantumare suoni dal vivo.

La manipolazione l'ho messa invece come "canale centrale" che si snoda fino alla fine del brano, dove saturo con i bassi la mia voce fino a renderla un suono. I due brani swing sono alterati, oltre che per la veocità, per le cesure (ad un tratto spariscono entrambe per poi riemergere poco dopo) e per un "effetto ambiente", che simula l'eco di una musica sentita all'interno di una cattedrale.

La quarta ed ultima traccia è la registrazine originale della mia voce, messa prima di tutto e poi verso la fine, in questo caso ho disturbato il suono per dare un effetto di alterazione e "sporcizia" che originariamente non c'era (il microfono è in realtà il buon vecchio samson a condensatore C01U).

Per montare, siccome ero di fretta, ho usato screenflow, che è in realtà un programma per montaggio video, immediato ma fragile, ma tutto sommato ha funzionato per quello che volevo. Non è però il programma adatto per fare quello che mi serviva. Mi spiego meglio.

Il risultato non funziona come volevo. Cioè: è esattamente quello che volevo, ma non sono soddisfatto, ho identificato anche le cose che cambierò in una seconda versione. Ma sono contento di essermi preso i tre quarti d'ora per farlo perché questa parte del processo creativo mi serve. A me dico, poi che serva anche a terzi vedremo.

Sotto metto il link. Il disegno di mia figlia alla fine mi ha ispirato. Penso di avere una idea per l'album. Parlare del cuore. La fisiologia del cuore e i suoni, le sue sofferenze. Potrebbe essere un buon album per dicembre 2025.

Link:
https://youtu.be/RNjVquZQwDk
Rekiem, incipit del XXIII canto della II cantica.

YouTube
[VITA ALIENA]
Trovate nella nona casellina del calendario dell'avvento INDIE di Simone Caffarini, il mio romanzo breve (e inedito!) "VITA ALIENA". È una specie di storia di fantascienza, ma scritta strana. Strana strana. Fantascienza ma anche scrittura di ricerca. È una storia d'amore, ma anche di morte e di contaminazione. Di invecchiamento e di morte (avevo già detto che era di morte?). E - dimenticavo - anche d'amore. Ma soprattutto parla di questa aliena che scende sulla terra e viene contaminata da un virus terrestre: la comunicazione.


Spero vi interessi, che riusciate a leggerlo, è scritto da una aliena contaminata dalla comunicazione! Ma poi quando abbandona il pianeta terra e inizia a terraformarsi si sente tutto il dolore della standardizzazione. Pensate: cinquecento milioni di anni per un viaggio cosmico, e intanto dentro di te una lingua si muove e parla continuamente, del passato e del futuro. Capite che è insostenibile. Un maledetto virus terrestre.

Ovviamente è un romanzo fortemente autobiografico. È gratis. Casella numero nove. Ma date un'occhiata anche alle altre, ovviamente. Casella numero nove.

Link per lo scarico:

https://app.myadvent.net/calendar?id=d4cdr5z8z71fz0rz2u135g618ivy7m0w&door=8
Il calendario avvento INDIE

Simone Caffarini @scaffarini has created an advent calendar for you! Happy holidays! :)

Finalmente, grazie a primogenito che me lo è andato a prendere, sono venuto in possesso del numero 5 di alterlinus che ho letteralmente divorato.

Una recensione a caldo, di stomaco.

Molte belle tavole, direi che in questo numero prevale il piacere dell'illustrazione, anche alternativa e sperimentale, rispetto alla pura narrazione muscolare.

Direi che tutti i fumetti sono veramente interessanti. Alcuni più nelle mie corde di altri. Sono rimasto colpito da Carrere (alcune tavole non riuscivo a girare pagina), Perez, Brandoli-Queirolo (con un pezzo degli anni ottanta), il lungo racconto di Laverve me lo riguarderò parecchie volte, Goblet (!) e Kessler. Davvero una selezione di altissima qualità.

Sinceramente poi, anche qualche problema, che mi lascia un po' sorpreso non sia in qualche modo menzionato nell'editoriale.

Al di là della periodicità erratica, di cui si parla (il numero precedente è uscito quasi otto mesi fa...), levato il nuovo episodio di Igor Tuveri, che tiene alta la qualità delle puntate precedenti, tutti gli altri fumetti (ripeto, di grande levatura) sono episodi autoconclusivi.

Non c'è nessuna storia ad ampio respiro che sostituisca le due che erano terminate nel numero precedente e - in più - è sparita nel nulla quella di Wamu. Ho girato le ultime pagine pensando fosse stata inserita di nuovo nella parte finale del numero, e invece non c'è. E non ho trovato nessuna informazione sul perché. Questo non è molto bello.

Infine, ultimo difetto, anche questo passato sotto silenzio nell'editoriale: a parità di prezzo la foliazione è scesa di trenta/quaranta pagine rispetto ai numeri precedenti. E si sente, ecco.

Intendiamoci: la rivista continua ad essere un appuntamento irrinunciabile, e la redazione ha tutto il mio appoggio, ma avrei apprezzato più trasparenza e informazioni sulla linea editoriale del numero e su quella che la redazione intende tenere in futuro.

L'odore della carta gravida degli inchiostri, invece, è ipnotizzante.
A chi interessasse segnalo che la settimana scorsa è uscito il mio nuovo videogioco, CICLI, inserito all'interno di una "raccolta di videogame" narrativi con Enrico Colombini e Roberto Gilli.
Lo si trova, gratuito, su itch.io:

https://fbrzvnrnd.itch.io/uominiemacchine
Gli esseri umani sono macchine? by fbrzvnrnd

Una raccolta di tre racconti in formato visual novel

itch.io