#MastoLibri
Alla tenera età di quasi 31 anni ho iniziato il «Peter Pan» di James Barrie; oltre a notare una fortissima affinità di tono con le fiabe per adulti coeve di lord Edward Dunsany, non riesco a non pensare che il Paese-che-non-c'è, alla fin fine, sia la nostalgia per uno sguardo incantato sul mondo che noi bianchɜ ci siamo bruciate con la Modernità tecnica, ed è subito un ripensare anche al prof. Tolkien col suo ecologismo cattolico un po' luddista.
Maledetti scrittori britannici...
#MastoLibri
Terminato «Peter Pan» e mi sa che inizierò una monografia di quei romanzi per l'infanzia della Britannia imperiale che noi, periferia dell'impero yankee, abbiamo assorbito passando per gli adattamenti animati yankee o giapponesi. Morale, ora si va di «1^ Libro della Giungla», poi «Il vento frai salici» e «Il giardino segreto», un testo da scegliere di Edith Nesbith, forse la dilogia di «Alice» (sarà complessa...), prima o poi «L'isola del tesoro».
Sì sono matto in culo.
@cretinodicrescenzago Il giardino segreto, Alice e L'isola del tesoro li avevo letti alle medie e mi erano piaciuti tantissimo! Chissà che effetto mi farebbe leggerli a quasi vent'anni di distanza
@uncandy io invece li ho approcciati addirittura alle elementari e tramite adattamenti filmici e/o riscritture semplificate (anziché traduzioni dirette), per cui tuffarmi sui testi originali in inglese ottocentesco sarà... interessante 😬
Ma il meglio sarà passare alla produzione coeva yankee e leggere «Il mago di Oz», che mi feci fuori in un pomeriggio con una copia presa dalla biblioteca scolastica in 5a elementare, quindi 21 anni fa 🥲
@cretinodicrescenzago tutta roba complessissima (specialmente Alice, soprattutto in lingua). Il vento tra i salici è molto in bilico tra le due metà della discussione perché ha il mistico sublime fine ottocento della Natura senza uomo e dall'altra parte la meraviglia della tecnologia come innovazione e cambiamento radicale del paesaggio e del modo in cui è vissuto dai protagonisti