"La Suprema Corte ha stabilito un principio tutt’altro che scontato nell’attuale clima politico: un provvedimento di espulsione non può essere fondato su un’adesione acritica alle valutazioni della pubblica sicurezza. Il giudice deve spiegare in modo preciso, puntuale e motivato perché una persona debba essere allontanata dal territorio nazionale. Non basta ratificare automaticamente quanto richiesto dall’autorità amministrativa.

La decisione richiama principi fondamentali dello Stato di diritto: il diritto di difesa, l’obbligo di motivazione degli atti e la tutela dei diritti inviolabili della persona. Principi che sembrano sempre più spesso considerati ostacoli da aggirare anziché garanzie da rispettare."

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La Cassazione smonta l’espulsione voluta dal decreto Cutro

Una cittadina marocchina, sposata con un italiano e inserita in una rete familiare stabile, era stata rimpatriata forzatamente in applicazione del decreto Cutro. La Suprema Corte annulla il provvedimento: i …

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