Il "gioco" della rotta balcanica è ancora sporco. Una cronaca dalla frontiera tra Bosnia e Croazia

La militarizzazione dei confini non ferma i transiti ma ne modifica le traiettorie, rendendole sempre più letali. Tra il primo e il 10 maggio di quest'anno 13 persone sono morte lungo i segmenti di rotta tra Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Slovenia. La parte più letale di questo bilancio si è concentrata nella regione croata di Karlovac, dove da sempre i fiumi sono trappole. La testimonianza dalle foreste attorno a Bihać e Velika Kladuša, nel cantone bosniaco di Una-Sana

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