Li chiamano metama, da “metamorfosi”: sono quasi immortali, per ucciderli occorre un’esplosione, un’elettrocuzione prolungata, un trauma che superi l’ostinata capacità di rigenerarsi delle loro cellule. I metama intervengono nelle situazioni in cui l’umanità si rivela troppo fragile; destano nei “normali” una curiosità morbosa. “Normali” e metama sono avvolti gli uni agli altri da un nastro di Moebius, come in quella litografia di Escher, Band ohne Ende.
#elisabethvonarburg
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