discorso interessante su cui avrei molto da dire. un appunto in particolare: quando dici "se un ragazzino/a di 13 anni ha 4 ore di screen timeal giorno[...]vanno presi a mazzuolate i genitori"
ragionando così andrebbero presi a mazzate l'80% dei genitori. questi giudizi assolutisti non possono essere l'approccio giusto.
gli adolescenti non possono essere controllati a vista.
lo smartphone lo chiede la scuola (registro elettronico, nuvola, ecc.), lo chiedono le istituzioni(spid), lo chiede la società tutta, per non sentirsi isolati (paradossale, dato che ci si isolano anche).i pc sono costosi e la gente non sa usarli.
i genitori lavorano e sono poveri. nessuna attività artistica o sportiva per il ragazzo che vive in mezzo al niente e vede i genitori solo la sera per cenare, guardare tv e
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@lorcon
andare a letto. non ti ho fatto un esempio strano e tragico, ma un esempio comune de* ragazz* che vedo io.
tant* si chiudono con lo smartphone perché è l'unico modo per sentirsi vivi e presenti nel mondo (ancora, paradossale).
tanti genitori non conoscono lo strumento, non sanno che rischi possa avere, non immaginano cosa ci facciano i figli in realtà se non chiacchierare con gli amici. dovrebbero vietarglielo? prenderglielo a forza? impossibile. non sono bambini piccoli, non se lo fanno fare. tutti ce l'hanno, perché loro no?
dovrebbero quindi i genitori essere presi a mazzate o essere allontanati? drastico, chiaramente no.
lo smartphone è una dipendenza simile a come lo era la tv, anche se molto più pervasiva e isolante; ha molto a che fare con la depressione, il senso di solitudine. è complesso
@GustavinoBevilacqua @crepito @lorcon @bbacc @d10c4n3 scusate mi reintrometto ma l'esempio di questa città irlandesd a me sembra interessante https://www.ilpost.it/2026/03/26/no-telefoni-irlanda-greystone/
Non si tratta di un divieto ma di un lavoro di educazione collettiva, un po' come i patti digitali. Concordo con quanto dite sulla stretta a monte, come un controllo sulla costruzione stessa dei social commerciali, per cui come dice lorcon alla fine il rischio non è legato solo a figli di famiglie disfunzionali di varia natura e reddito. Ma anche con forme come questa si può intervenire e ragionare su cosa siano questi strumenti e quale sia il loro impatto
@akaCisco direi che uno dei passaggi chiave dell'articolo è questo:
"Greystones ha una tradizione sportiva consolidata, una diffusa cultura del volontariato e, più in generale, un alto livello di partecipazione alla vita comunitaria."
La cosa che invece mi dicono i/le amiche giovani/e è che si sentono di vivere nel deserto. Quelli che conosco io il deserto hanno deciso di attraversarlo insieme e si sono aggregati in un intreccio di politica e convivialità ma non è scelta scontata e non è manco sempre possibile farlo (parlo di una delle aree urbane più grosse del paese, se stai a roccacannuccia inferiore o vergate sul membro con chi ti aggreghi?). Io è da anni che la meno sul fatto che viviamo in un sistema tendente a una forma totalitaria e quindi atomizzata.