
Che fare? Per un'autodifesa dalle cooperative sociali
Con i primi tagli ai servizi, progressivamente ampliatisi nel tempo, la cooperazione sociale non ha saputo (o voluto) opporsi a questa deriva peggiorativa, favorita nel nostro territorio anche da una committenza pubblica considerata troppo spesso, in modo acritico, “amica”. L’errore più grave della cooperazione è stato dunque quello di adattarsi costantemente al ridimensionamento e all’impoverimento dei servizi, con l’illusione di poter competere in un contesto che, al contrario, l’ha resa sempre più marginale. Il risultato è stato un peggioramento delle condizioni dei soci e dei lavoratori, con la loro conseguente, ormai inarrestabile, fuga dal privato sociale. Oggi la categoria, è allo stremo: arrivare a fine mese per la stragrande maggioranza dei lavoratori è un’utopia. Non c’è futuro per chi ogni giorno compie piccoli miracoli con le persone, mentre nessun amministratore o decisore politico sembra in grado di farne per i loro ridicoli stipendi.