I 5 soldati israeliani prosciolti dopo aver violentato un prigioniero palestinese.
“Eroi” per #Netanyahu e altri.

Per un membro della #Knesset l'inserimento un bastone nell’ano di un detenuto palestinese è “completamente legale”. 🧵1/7

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #13marzo

https://euromedmonitor.org/en/article/7002/Dropping-Sde-Teyman-case-on-rape-of-Palestinian-detainee:-Practical-declaration-of-Israel%E2%80%99s-policy-of-impunity

L’articolo analizza l’archiviazione delle accuse contro 5 soldati israeliani coinvolti nello stupro e nella tortura di un detenuto palestinese proveniente da #Gaza nella prigione di #SdeTeiman.

Secondo
@euromedhr , questa decisione rappresenta una conferma del crollo strutturale del sistema di giustizia israeliano e dell’adozione deliberata di una politica di impunità verso i crimini commessi contro i palestinesi.

L’archiviazione non cancella il crimine né scagiona gli autori, ma rivela una complicità sistemica tra apparato giudiziario, esercito, sicurezza e leadership politica, che trattano questi atti non come violazioni da perseguire ma come comportamenti da proteggere. ⬇️2

Il caso riguarda un episodio avvenuto il 5 luglio 2024, quando un detenuto palestinese, ammanettato e bendato, è stato brutalmente aggredito: stuprato con un oggetto appuntito, ha riportato costole fratturate, un polmone perforato e gravi lacerazioni interne.

Le immagini dei video di sorveglianza che sono trapelate mostrano i soldati che lo circondano - uno di loro con un cane - e usando deliberatamente attrezzature antisommossa per oscurare le loro azioni.

Il detenuto, successivamente rilasciato, continua a subire gravi effetti fisici e psicologici a causa della tortura e della violenza sessuale subita, vivendo nella costante paura di nuovi abusi o di essere preso di mira da parte delle autorità israeliane. ⬇️3

Nonostante la gravità delle prove, le autorità israeliane si sono concentrate sull’individuazione della fonte della fuga di notizie, piuttosto che sull’indagine del crimine stesso.

L’archiviazione del caso riflette inoltre pressioni politiche volte a impedire la responsabilità fin dall’inizio, sostenute da interventi di ministri e parlamentari che hanno difeso pubblicamente i sospetti e presentato l’indagine come un attacco ai soldati.

L’approvazione politica del rigetto del caso, comprese le dichiarazioni del Primo Ministro #BenjaminNetanyahu e di figure della destra che hanno definito i soldati coinvolti “eroi”, mostra che la questione va oltre il malfunzionamento giudiziario e riflette una volontà politica deliberata di riformulare atti criminali come dovere nazionale. ⬇️4

In questo modo, un crimine che richiederebbe condanna e responsabilità viene trasformato in un gesto celebrato come patriottico.

A questo si aggiungono dichiarazioni ancora più folli, come quella di un membro della #Knesset, #HanochMilwidsky, che ha definito “completamente legale” l’inserimento di un bastone nell’ano di un detenuto palestinese, un’affermazione che è una fotografia del crollo morale e politico che circonda l’intero caso.

L’articolo sottolinea come questo episodio non sia isolato, ma parte di un modello più ampio di violenze sistematiche contro i detenuti palestinesi, che includono torture fisiche e psicologiche, violenze sessuali, umiliazioni, scosse elettriche, uso di cani e negazione di cure mediche. ⬇️5

Queste pratiche sono documentate da organismi internazionali come la Commissione ONU d’Inchiesta e l’Alto Commissariato per i Diritti Umani, oltre che da ONG israeliane e internazionali.

Il testo evidenzia che #Israele non si limita a chiudere i casi, ma sta anche rimodellando il proprio quadro legislativo per ampliare strumenti punitivi eccezionali, introdurre la pena di morte e creare percorsi giudiziari discriminatori contro i palestinesi, trasformando la legge in uno strumento di repressione e copertura istituzionale. ⬇️6

Euro-Med Monitor chiede alla Corte Penale Internazionale di dare priorità alle indagini sui crimini contro i detenuti palestinesi e invita la comunità internazionale a esercitare pressioni efficaci su Israele, attraverso sanzioni, sospensione della cooperazione militare, applicazione della giurisdizione universale e invio di una missione indipendente nelle strutture di detenzione.

L’organizzazione chiede inoltre il rilascio dei prigionieri detenuti in modo arbitrario, la divulgazione del destino degli scomparsi e risarcimenti completi per le vittime e le loro famiglie.
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