"Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani

L’inchiesta nasce da cento interviste ad altrettante giornaliste, tutte le intervistate hanno subito qualche tipo di discriminazione, in molti casi con gravi conseguenze: tentativi di suicidio, ricorso a psicofarmaci, dimissioni e abbandono della professione"

"Adele [...] Inizialmente non ha raccontato nulla a nessuno. Qualche giorno dopo si è confidata con un collega della redazione che però ha pensato che lei si fosse inventata tutto e le ha affibbiato l’appellativo di “psycho”. «Mi sono messa in malattia e poi licenziata», racconta. Il malessere è aumentato nel corso dei mesi successivi fino a quando Adele ha tentato il suicidio"

https://irpimedia.irpi.eu/molestie-sessuali-media-italiani/

#25n #violenzadigenere

Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani

L’inchiesta nasce da cento interviste ad altrettante giornaliste, tutte le intervistate hanno subito qualche tipo di discriminazione, in molti casi con gravi conseguenze: tentativi di suicidio, ricorso a psicofarmaci, dimissioni e abbandono della professione

IrpiMedia

La segregazione verticale

"Lea aggiunge: «C’è una rete di protezione maschile fortissima, le donne soffrono di un gap economico nell’editoria. Ho tante amiche che guadagnano molto meno dei colleghi uomini a parità di ruolo e comunque non vengono considerate a dovere».[...]

La «companionship» maschile, cioè il supporto che gli uomini si danno l’uno con l’altro, è un dato di fatto, sottolinea C. Volpato, docente senior di Psicologia sociale all’Università Bicocca di Milano e autrice di Psicosociologia del #maschilismo (Laterza, 2013)

Gli uomini si aiutano tra di loro, supportandosi, e facendo avanzare nei posti di lavoro altri uomini. «Questo avviene in particolare negli ambienti a maggioranza maschile» racconta. Il giornalismo è uno di questi. Tra 1993 e il 2023, la percentuale di giornaliste è aumentata dal 34,6% al 42%."

"Gisella per un anno ha subito molestie da un collega e si è rivolta a due capi per ricevere aiuto. Si è sentita rispondere che, essendo una bella ragazza, era normale da parte del collega provare ad avere un approccio con lei e che è risaputo che «il luogo di lavoro è uno dei posti in cui in percentuale ci si innamora di più»"

"Andreina, caporedattrice, dopo anni di vessazioni, ha vinto una causa per mobbing, ricevendo sei mesi di stipendio come risarcimento, ma è stata licenziata, mentre il suo aggressore è rimasto al suo posto. Per molto tempo la giornalista non è riuscita a rientrare nel settore e non ha mai più messo piede in una redazione. Oggi è freelance.«Anche quando vinci, non vinci mai davvero», ha detto."