«C’è un’urgenza, nella letteratura recente, di raccontare le storie sommerse del disagio mentale. Sono i racconti di persone in cura o ex pazienti, ma sono anche i diari o i resoconti di medici, psichiatri, specialisti che ricostruiscono la loro esperienza clinica. Oltre a questi ci sono i romanzi composti dallo sguardo di chi cerca le tracce degli ex internati per riportarli alla luce. Cartella clinica di Serena Vitale è uno di questi.»
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Immagini da una malattia - Marina Guglielmi

C’è un’urgenza, nella letteratura recente, di raccontare le storie sommerse del disagio mentale. Sono i racconti di persone in cura o ex pazienti, ma sono anche i diari o i resoconti di medici, psichiatri, specialisti che ricostruiscono la loro esperienza clinica. Oltre a questi ci sono i romanzi composti dallo sguardo di chi cerca le tracce degli ex internati per riportarli alla luce. Cartella clinica di Serena Vitale è uno di questi. Il titolo annuncia il contenuto e il dispositivo narrativo messo all’opera. Rossana Vitale, sorella maggiore dell’autrice, nel 1958 inizia a mostrare segni di sofferenza psichica, viene ricoverata in più cliniche e ospedali psichiatrici e nell’ultimo, il Santa Maria della Pietà di Roma, muore nel 1960, dopo un anno di ricovero. C’è un punto oscuro nella sua vicenda, pari a quello di tanti pazienti psichiatrici affondati nell’istituzione manicomiale pre-basagliana: tutti casi in cui le tracce sulla cura, il ricovero e le cause della morte eventuale sono rarefatte, talvolta inesistenti o rimosse.

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