Oggi arriva un segnale enorme per i diritti in Unione Europea: la Commissione europea ha risposto positivamente a My Voice, My Choice e ha indicato una strada concreta per rafforzare l’accesso all’interruzione di gravidanza, in modo sicuro e davvero accessibile.
Non è tutto quello che il Comitato promotore aveva chiesto (non nasce un fondo dedicato), ma c’è un punto politico decisivo: la Commissione si impegna a far avanzare questo percorso con risorse europee, anche attraverso il Fondo Sociale Europeo.
Tradotto: la possibilità di scegliere sul proprio corpo viene riconosciuta per quello che è, una questione sociale, di uguaglianza e di salute, non un privilegio che cambia da Paese a Paese o in base al reddito.
Questo risultato non piove dall’alto: è il frutto di una società civile che si è organizzata, ha raccolto consenso, ha preteso risposte e le ha ottenute. È democrazia europea che funziona.
Ora si festeggia. Da domani, però, si entra nella fase più importante: controllare tempi, strumenti e attuazione, perché agli impegni seguano fatti.
Noi ci siamo: con My Voice, My Choice, con chi lotta per i diritti, sempre. 💜🇪🇺
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