Stavolta provo con un thread 🧵. Però è solo un caso, non abituatevi. Il #Blog resta il mio mezzo preferito per i post lunghi. #Lione 2026. Quando la violenza fa il gioco della destra. ⬇️
Il 14 febbraio 2026 è morto a Lione Quentin Deranque, ventitré anni, militante di estrema destra. Era stato pestato due giorni prima ai margini di una conferenza dell’europarlamentare di "France Insoumise" Rima Hassan all'istituto di Sciences "Po", dove un gruppo del collettivo femminista ⬇️
reazionario Némésis aveva organizzato un presidio. Nello scontro che ne è seguito, Deranque ha riportato un grave trauma cranico. Le indagini della procura di Lione hanno portato a una serie di fermi, tra cui quello di Jacques-Élie Favrot, assistente parlamentare del deputato "LFI" Raphaël Arnault ⬇️
e membro della Jeune Garde antifascista, organizzazione sciolta d'autorità dal governo nel giugno 2025. Favrot è stato accusato di complicità per istigazione nell'omicidio. Quello che è accaduto nelle ore e nei giorni successivi alla morte di Deranque è uno spettacolo tristemente noto: ⬇️
l'estrema destra francese ed europea ha trasformato la morte di un ragazzo (che Mediapart ha documentato essere legato a gruppi neofascisti tra cui gli "Allobroges Bourgoin" e al raduno neonazista annuale del "Comitato del 9 Maggio") in un martire da opporre all'antifascismo. ⬇️
Le reti di estrema destra hanno diffuso disinformazione, doxxing di presunti colpevoli, fotografie false, immagini manipolate con l'intelligenza artificiale. Dal "Rassemblement National" di Jordan Bardella a Giorgia Meloni, che ha colto l'occasione per parlare di ⬇️
"escalation criminale dell'estrema sinistra" scatenando anche il risentimento di Macron per l'ingerenza italiana nella politica interna francese, la destra europea ha lavorato compatta per capitalizzare politicamente su una morte (che è sempre un fatto gravissimo e non giustificabile.) ⬇️
Anche Matteo Salvini, da Roma, ha pubblicato video dell'aggressione su "X", denunciando crimini "nascosti dai media tradizionali" , un classico frame della propaganda reazionaria per accreditare teorie del complotto e alimentare polarizzazione. ⬇️
Dal punto di vista antifascista, la questione è insieme semplice e scomoda. Semplice perché la violenza fisica, chiunque ne sia vittima, non può essere uno strumento politico accettabile, e chi la pratica porta una responsabilità personale precisa, indipendentemente dalle idee dell'avversario. ⬇️
Scomoda perché la morte di Deranque è stata immediatamente usata per criminalizzare l'intera sinistra radicale francese, per delegittimare "La France Insoumise" a pochi giorni dalle elezioni comunali di marzo 2026 e con l'occhio già puntato alle presidenziali del 2027, ⬇️
e per alimentare quella narrazione, cara tanto alla destra quanto ai suoi sostenitori nei media, secondo cui l'antifascismo sarebbe "la vera violenza" della politica europea contemporanea. È il vecchio trucco dell'equivalenza: mettere sullo stesso piano chi aggredisce i diritti altrui ⬇️
e chi li difende, chi costruisce discorsi d'odio e chi li contrasta. La Francia di questi anni è un ordigno sul punto di esplodere: un governo in crisi permanente, un "Rassemblement National" in crescita nonostante i guai giudiziari di Marine Le Pen, una sinistra lacerata ⬇️
tra istanze radicali e tentativi di rispettabilità centrista. In questo contesto, ogni episodio di violenza viene amplificato, strumentalizzato, trasformato in combustibile per la macchina dell'odio. La morte di Quentin Deranque è una tragedia umana e un caso giudiziario aperto. ⬇️
Non è, e non deve diventare, il simbolo di una guerra culturale costruita a tavolino da chi ha tutto l'interesse a far credere che difendere la democrazia e combattere il fascismo siano, in fondo, la stessa cosa che praticarlo. 🔚