Non è un paese per giovani

Ma davvero pensiamo che il disagio si governi solo con nuovi strumenti di polizia? Che si possa "educare" attraverso la paura? Stiamo davvero proteggendo la società… o stiamo proteggendo noi adulti dal senso di smarrimento che proviamo davanti ai nostri figli? Il disagio giovanile di oggi non è quello di vent’anni fa, sono cambiate le fragilità, sono cambiate le solitudini, sono cambiate le forme del conflitto. Di conseguenza, dobbiamo ridefinire, senza altri ritardi o comodi camuffamenti, il ruolo che deve avere, oggi, l’intero sistema educativo (scuola, privato sociale, comuni, associazioni).

Radio Città Fujiko