🔴 Il paradosso di Popper:
Una società che tollera tutto, finisce per essere distrutta dagli intolleranti. Difendere la #democrazia non è censura, è sopravvivenza.
#fascismo #casapound #camera
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Attenzione però a non citare #Popper a sproposito, come fanno troppi di questi tempi:
Less well known [than other paradoxes] is the paradox of tolerance: Unlimited tolerance must lead to the disappearance of tolerance. If we extend unlimited tolerance even to those who are intolerant, if we are not prepared to defend a tolerant society against the onslaught of the intolerant, then the tolerant will be destroyed, and tolerance with them. In this formulation, I do not imply, for instance, that we should always suppress the utterance of intolerant philosophies; as long as we can counter them by rational argument and keep them in check by public opinion, suppression would certainly be most unwise. But we should claim the right to suppress them if necessary even by force; for it may easily turn out that they are not prepared to meet us on the level of rational argument, but begin by denouncing all argument; they may forbid their followers to listen to rational argument, because it is deceptive, and teach them to answer arguments by the use of their fists or pistols. We should therefore claim, in the name of tolerance, the right not to tolerate the intolerant. We should claim that any movement preaching intolerance places itself outside the law and we should consider incitement to intolerance and persecution as criminal, in the same way as we should consider incitement to murder, or to kidnapping, or to the revival of the slave trade, as criminal.
In altri termini, Popper sostiene che l'intolleranza e l'incitazione all'intolleranza (non a caso parla esplicitamente di "intolerant philosophies", non di persone intolleranti!) dovrebbero essere perseguite dalla legge laddove non possono essere mantenute sotto controllo attraverso il dibattito pubblico!

Il che significa discutere anzitutto pubblicamente con gli intolletanti, e non citare il paradosso della tolleranza per evitare la fatica del confronto pubblico!

Solo quando tale confronto pubblico fallisce, uno stato democratico (non un individuo) deve mettere al bando quelle filosofie e quei gruppi politici che ne minano irrimediabilmente la vita sociale.

Troppo spesso invece Popper viene usato per giustificare il disimpegno individuale, il rifiuto del necessario (ma faticoso) confronto pubblico con chi è intollerante o propaganda l'intolleranza, sia per cercare di aprirgli gli occhi sul valore del dialogo fra prospettive diverse, sia per smontare pubblicamente le argomentazioni fallaci portate avanti per giustificare l'intolleranza, a vantggio degli altri cittadini che non si faranno abbindolare.

In proposito ricordo sempre le parole di Togliatti in Assemblea Costituente quando, durante il dibattito sulla XII Disposizione transitoria e finale della Cositutuzione, Togliatti disse:
Se in Italia nascesse domani movimento nuovo, anarchico, lo si dovrebbe combattere sul terreno della competizione politica democratica, convincendo gli aderenti al movimento della falsità delle loro idee, ma non si potrà negargli il diritto di esistere e di svilupparsi, solo perché si rifiutano alcuni dei loro principî
https://www.nascitacostituzione.it/04finali/12/disp12-004.htm

Se censuriamo ed isoliamo i fascisti rendiamo il fascismo più forte.
La nascita della Costituzione - Disposizione XII - 19 novembre 1946

@giacomo personalmente non intendo presidiare, per mera "resistenza", luoghi in cui coesistono intolleranti: l'intollerante per sua natura non tollera per cui è paradossale pensare solo a dialogarci: non porta a nulla ed è spreco di energie e risorse. Ovvio che la censura fine a se stessa è repressione e prepotenza, proprio per questo diversifico quella che è resistenza per principio con la ricerca di igiene mentale.
"Perché il fascismo vince sempre" imho
https://tommasin.org/blog/2025-12-06/perche-il-fascismo-vince-sempre/
Perché il fascismo vince sempre

Chi si ferma al titolo non è pronto, chi è almeno incuriosito e varca la soglia per leggere tutto l'articolo è già sulla via e chi arriverà in fondo avrà già una certa sensibilità, coscienza superiore delle cose per cui potrà trovarne risonanza. Prima di entrare nell'argomento però mi sento in dovere di provare a...

Davide Tommasin ዳዊት
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Naturalmente.

Nessuno può essere costretto a praticare la #democrazia, una forma di governo estremamente esigente.

L'importante è accettare le ovvie ed inevitabili conseguenze del disimpegno politico: da Berlusconi a Meloni la traiettoria è sempre stata molto chiara.

Così ci troviamo Parlamentari che devono impedire comizi di #casapound dimostrandosi incapaci di smontarli dialetticamente.

E tutti ad applaudire questo fallimento della democrazia che quei Parlamentari ha eletto citando a sproposito un Popper mai letto e quindi inevitabilmente frainteso.

Tutto questo ha radici lontane.

Nel secondo dopo guerra la scuola pubblica era oggetto di attenzioni contrastanti: da un lato, per Calamandrei andava rafforzata perché "più importante del parlamento", dall'altra la P2 di Gelli pianificava il suo impoverimento col suo Piano di Ronascita Democratica", la sua aziendalizzazione poi attuata da Berlusconi e definitivamente compiuta in questi anni.

Così oggi nei libri di storia delle medie non compare la P2 e nessun genitore si scandalizza, un po' per propria ignoranza, un po' per "ricerca di igiene mentale".

Lecito, ovviamente.
Individualmente perfino razionale.
Ma socialmente miope, perché l'individualismo è incompatibile con la democrazia.
@giacomo Non rispondo punto per punto, altrimenti non si finisce più, ma qui c’è un equivoco di fondo.
Non ogni ritiro selettivo è disimpegno e non ogni esposizione è democrazia.
La democrazia non si rafforza costringendo al dialogo con chi nega il dialogo per natura: questa è intolleranza.
Ed il mio non è individualismo: è solamente riconoscere i limiti strutturali del confronto.