La vena complottista e persecutoria di Mastodon crea un effetto boomerang.
Sugli altri profili sono riuscita a impostare la chiusura della posta privata
e quindi ad alzare ulteriormente le barriere.
Un po’ di persone da Mastodon le ho incontrate su altri profili.
Alcuni realmente genuini. Altri li evito.
Rispetto la privacy, ma se qualcuno decidesse di avere uno scambio, o si astiene o si mostra realmente.
Relazioni di qualsiasi genere asimmetriche non mi piacciono.
Gente che scrive a mezzanotte facendo l’amico, non chiedendo se disturba o se sto scopando, per poi man mano allargarsi in un balletto equiparabile a una pugnetta, non mi interessa.
Perché dovrei essere interessata al tormentato / timido / che non si mostra, ecc.?
Non sono interessata di mio, figuriamoci con chi mostra disagio.
Lo scrivo qui perché quel tipo di disagio l’ho trascinato da qui, dal mondo.
Io ci tengo alla mia privacy.
Dietro l’alta stronzata della privacy si nascondono manipolazioni e pugnettari.
Che poi ci sono i porno per le seghe.
Io guardo i porno gay, ad esempio.
Ed è anche vero che ho avuto un’avventura amorosa nata da un social.
Ma oltre a vedere la sua faccia, conoscevo nome e cognome e indirizzo.
A prescindere dal sadismo di polpetta, non c’era un dislivello.
Mastodon sarà solo una delle mie tante vetrine virtuali per il mio blog.
Ed è brutto arrivare a 50 anni con la consapevolezza tardiva di non cogliere le allusioni, e i non detti.
Qua mi sono beccata il tipo che se volevo sapere il suo compleanno dovevano avere un scambio più personale.
Cristo santo stavo parlando di astrologia non ricordo il compleanno dei miei amici e c'è facebook per fortuna che me lo ricorda.
Fatto pace e chiarezza che certe allusioni non sono leggibili per il mio sistema tipo le ambiguità e i non detti devo trovare strategie di socievolezza.
Non socializzare.
#ildiariodiunacri.