Parlando al telefono di roba varia con un'amica dell'età di mia madre, le ho raccontato chi fosse il romanziere texano Robert E. Howard e perché, con tutti i suoi limiti, è un artista cui sono molto affezionato e che mi ha trasmesso tanto. Lei spontaneamente chiosa: "Guarda che questo qua palesemente era bisessuale come te e ha vissuto così male perché non trovava pace con sé stesso."

Ora, io odio parlare al posto dei morti, e mi vergogno a dire che l'idea un po' mi conforta...

Riprendendo il barrito di ieri e per la serie dello #ShelfieSegreto : due anni e mezzo dopo essere andato a vivere da solo, finalmente ho portato a Milano la mia edizione illustrata del meglio di Robert Howard, e confesso che un pochino ino ino mi sembra di aver poggiato nel mio larario l'urna di un vecchio amico. Ora Bob è arrivato a casa, accanto ai suoi amici e colleghi.