IL VOLTO NAZISTA DEL SIONISMO
Ho appena visto un video terrificante. Una bambina con una tanica d’acqua, presa di mira da un drone israeliano e uccisa. Il filmato, diffuso da Al Jazeera, documenta un fatto avvenuto a Jabalia, nel nord di Gaza, lo scorso dicembre.
Non è un “errore”. È il prodotto di un metodo: lo sterminio sistematico e scientifico delle nuove generazioni palestinesi. Il 13 luglio scorso un missile aveva colpito e ucciso 6 bambini in fila per raccogliere acqua nel campo di Nuseirat.
Meirav Ben-Ari, membro del partito Yeshm, durante una seduta della Knesset: “I bambini di Gaza se la sono cercata”. Parole che scavano un abisso: non solo negazione della responsabilità, ma celebrazione dell’orrore.
È lo stesso meccanismo di annientamento che i nazisti misero in atto nei ghetti e nei campi: non solo eliminare l’avversario, ma spezzare la continuità di un popolo.
Oggi accade sotto i nostri occhi: neonati lasciati morire senza incubatrici, bambini colpiti alla testa dai cecchini, piccoli fatti a pezzi dai bombardamenti sulle scuole.
Report di Medici Senza Frontiere (MSF) indicano che, tra il 7 giugno e il 24 luglio 2025, sono arrivati senza vita 71 minori, colpiti mentre cercavano cibo o acqua. “Nei quasi 54 anni di attività di MSF, raramente abbiamo assistito a simili livelli di violenza sistematica contro civili disarmati”.
Non c’è nulla di accidentale: è deliberato, programmato. È la distruzione sistematica dell’infanzia palestinese.
Il parallelo storico è implacabile: ieri i nazisti calpestavano l’infanzia ebraica d’Europa, oggi Israele tenta di spegnere il respiro dei bambini palestinesi. È la stessa architettura del terrore.
È il nazi-sionismo.
Alfredo Facchini