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"Ken Klippenstein, che aveva pubblicato per primo uno dei manifesti di Luigi Mangione (risultato poi autentico) ha pubblicato da poco il manifesto di #EliasRodriguez, il killer dei due membri dell'ambasciata israeliana a New York.

Il testo lungo tre cartelle, cita precedenti diversi, non solo #AaronBushnell, il militare che si immolò lo scorso anno di fronte all'ambasciata israeliana a #Washington, ma anche avvenimenti lontani, dal genocidio dei #Maya alla guerra del #Vietnam.

A leggerlo, siamo di fronte, in modo abbastanza puntuale a motivazioni e aspettative che assomigliano più a quelle di #LuigiMangione che a quelle di un 'terrorista antisemita' per come uno se lo potrebbe aspettare. È come se Mangione avesse aperto una nuova retorica di "propaganda armata" in cui il termine terrorismo fatica ad essere applicato."

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Qui un estratto significativo:

"Un’azione armata non è necessariamente un’azione militare. Di solito non lo è. Di solito è teatro e spettacolo, una qualità che condivide con molte azioni non armate. [...] Una parola sulla moralità della dimostrazione armata. Noi che siamo contro il genocidio troviamo soddisfazione nell’affermare che i perpetratori e i loro complici hanno rinunciato alla propria umanità. Simpatizzo con questo punto di vista e comprendo il suo valore nel lenire la psiche che non può sopportare le atrocità a cui assiste, anche se mediate da uno schermo."

[Da un post Andrea Natella su un "social del male"]

Link al manifesto: https://www.kenklippenstein.com/p/the-israel-embassy-shooter-manifesto

The Israel Embassy Shooter Manifesto

900-word document cites Gaza as motive

Ken Klippenstein