#WestBank, l'altra faccia della tregua. 🧵1/8

"#Pogrom sotto l'egida dell'esercito, con decine di nuovi posti di blocco istantanei, il tutto allo scopo di placare Bezalel #Smotrich e le sue bande e di impedire ai palestinesi di godere del rilascio dei propri ostaggi."
✍️#GideonLevy

#CeasefireNOW #SanctionIsraelNOW
#ZionistTerrorism
#GazaGenocide#Gaza #Israel #IsraeliOccupation #PACE #23gennaio

https://www.haaretz.com/opinion/2025-01-23/ty-article-opinion/.premium/west-bank-traffic-jams-are-smotrichs-victory/00000194-8f08-d64c-af95-df4c43770000

⟦ Questa settimana sono stato un subumano. Solo per una (lunga) sera, ma comunque un'esperienza subumana.

Lunedì mi sono recato a Ramallah con Alex Levac per incontrare #KhalidaJarrar, un membro del Consiglio legislativo palestinese che era stata liberata quella notte come parte dell'accordo sugli ostaggi.

Eravamo andati a #Hebron per coprire un'altra storia e all'ingresso abbiamo trovato un enorme ingorgo. Pensavamo fosse una coincidenza.
Nel pomeriggio ci siamo recati a #Ramallah.
Dopo aver incontrato Jarrar alla festa organizzata in suo onore, siamo tornati a Tel Aviv.

Dalla Città Vecchia di Ramallah al checkpoint di #Qalandiya, il traffico procedeva al solito ritmo, 5 km all'ora in una buona giornata. ⬇️2

Dopo un'ora, abbiamo raggiunto Qalandiya e abbiamo svoltato a est verso il checkpoint di #Hizme, a 3/4 chilometri di distanza.

Una mezza luna rossa si stagliava nel cielo e ci aspettavamo di essere a Tel Aviv entro un'ora o un'ora e mezza.
Dopo un breve tragitto, tutto il traffico si è fermato all'improvviso. Un breve ritardo, abbiamo pensato, non è poi così grave. Erano circa le 18.

L'ingorgo è cresciuto rapidamente. Era l'ora in cui la gente torna dal lavoro.
Per le 6 ore successive siamo stati destinati a stare in una fila interminabile di auto palestinesi -non ci sono coloni su questa strada- e ad aspettare.
Siamo arrivati a casa all'1:30 del mattino. ⬇️3

Le prime ore sono passate in qualche modo.
La barriera di separazione posta in mezzo alla strada in seguito a un incidente stradale avvenuto qui nel 2012 - in cui sono rimasti uccisi 6 bambini palestinesi e un insegnante e decine di altri feriti su un autobus - ci ha incanalato in un vicolo cieco, senza possibilità di tornare indietro, senza possibilità di fare marcia indietro.
Con noi un'ambulanza, genitori che volevano raggiungere i figli, senza eccezioni per una jeep addobbata di fiori, che trasportava uno sposo al suo matrimonio.

All'orizzonte si vedevano le luci gialle lampeggianti di una jeep dell'esercito. Più avanti sulla strada c'erano i soldati al posto di blocco, che si trovava non lontano dall'insediamento di #GevaBinyamin. ⬇️4

Di solito questo posto di blocco non è presidiato.
Non è un punto di ingresso in Israele, eppure i soldati non permettevano a nessuna auto di procedere. Dopo due ore, forse tre, chi le conta, hanno iniziato a permettere alle auto di avanzare.

Questa era la procedura: all'automobilista che entrava nella zona del posto di blocco veniva detto di spegnere il motore e le luci.
Un soldato ben protetto e in abiti caldi si avvicinava all'auto per controllare i documenti d'identità.

Prendeva il documento da un lato e controllava i dettagli su un computer.
A volte ai passeggeri è stato detto di scendere dall'auto.
In un'occasione, i soldati hanno usato gas lacrimogeni. ⬇️5

Quando un furgone commerciale ha improvvisamente attraversato il posto di blocco a velocità sostenuta e con le luci spente, i soldati non hanno fatto nulla; forse non se ne sono accorti e ci hanno risparmiato l'esperienza degli spari e della chiusura del posto di blocco.

Abbiamo calcolato una media di 5 minuti per auto, con una pausa tra un'auto e l'altra, forse per far tornare i soldati a giocare con i loro cellulari.

Qualche anno fa, abbiamo visto un'ambulanza palestinese aspettare per mezz'ora mentre i soldati giocavano a backgammon.

I tempi sono cambiati, ora giocano al cellulare. Decine di auto erano davanti a noi, centinaia dietro di noi.

Nel frattempo, sono arrivayr le notizie sui #pogrom nei villaggi di #Jinsafut e #alFunduq, con decine di nuovi posti di blocco eretti in tutta la Cisgiordania. ⬇️6

Questo è un altro costo dell'accordo sugli ostaggi: pogrom sotto l'egida dell'esercito, con decine di nuovi posti di blocco istantanei, il tutto allo scopo di placare Bezalel #Smotrich e le sue bande e di impedire ai palestinesi di godere del rilascio dei propri ostaggi.

Siamo rimasti lì 6 ore, più di quanto ci voglia per volare a Londra.

Se la rabbia di quella notte a quel posto di blocco non porta uno degli autisti al terrorismo, allora i palestinesi sono tra le nazioni più moderate, tolleranti e non violente.

Quando finalmente è arrivato il nostro turno, con i soldati che ci sbraitavano ordini anche in arabo, una soldatessa è emersa all'improvviso dall'avamposto dei soldati, ha chiuso il posto di blocco e ha detto ai suoi compagni di andarsene. ⬇️7

Probabilmente i soldati si raccontano che il loro servizio militare è “significativo”.

Era da poco passata la mezzanotte.
La mezza luna rossa era diventata bianca.⟧
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